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Aggiornato 2026

Promemoria di fattura e solleciti: farsi pagare in tempo senza perdere il cliente

In Italia la fattura vera viaggia dal Sistema di Interscambio, non dall’email: il messaggio serve a ricordare scadenza, importo e modalità di pagamento, non a sostituire il documento. Un buon flusso ha tre o quattro passi, uno prima della scadenza, uno il giorno stesso e uno o due dopo, con un tono che si fa più fermo senza diventare minaccioso, e si ferma appena il pagamento è registrato. ActiveCampaign è il punto di partenza più adatto per studi e piccole aziende con una data di scadenza nel contatto; Brevo ha il vantaggio di avere anche l’email transazionale nello stesso account.

Strumenti consigliati

01

ActiveCampaign

ActiveCampaign è la scelta più adatta quando i solleciti dipendono da una data: scadenza della fattura, rinnovo dell’abbonamento, rata. Con un campo data nel contatto la sequenza parte da sola e si ferma quando lo stato diventa «pagato». Secondo il listino su activecampaign.com/pricing, il livello Starter costa 15 $ al mese per 1.000 contatti con pagamento annuale, ma ammette 5 azioni per automazione e un solo utente: un flusso con più rami può chiedere un livello superiore. Il limite resta il dato, perché lo stato del pagamento nasce nel gestionale e deve arrivare nello strumento.

Scelta migliore

activecampaign.com

02

Brevo

Brevo ha anche l’email transazionale accanto a quella di marketing, quindi la ricevuta di pagamento e il promemoria di scadenza possono partire dallo stesso account, come indica brevo.com/pricing. Starter parte da 9 $ al mese per 5.000 email, e alla scadenza di fine mese i messaggi partono quasi tutti insieme. Servono un campo con la scadenza e un collegamento con il gestionale: connettore nativo, Zapier o Make, oppure CSV.

Ideale per solleciti e ricevute nello stesso account

brevo.com

03

MailerLite

Con poche decine di clienti abbonati e un promemoria al mese MailerLite basta, e Comfort parte da 12 $ al mese a 500 iscritti (mailerlite.com/pricing). Verifica se le automazioni possono partire da un campo data. L’email transazionale non è nello strumento, perché è un prodotto separato, quindi la ricevuta del pagamento va gestita altrove e lo stato «pagato» va aggiornato a mano o con un collegamento.

Ideale per pochi clienti con scadenze mensili

mailerlite.com

04

Mailchimp

Mailchimp si prova gratis su una lista breve, ma il tetto è di 500 invii al mese (mailchimp.com/pricing): un promemoria e un sollecito per ogni cliente lo consumano presto. Poi il conto cresce, con 100 $ al mese tra 2.501 e 5.000 contatti. Nasce come piattaforma di newsletter: i messaggi che dipendono da una scadenza e si fermano al pagamento vanno provati con attenzione prima di affidarsi a loro.

Ideale per un primo promemoria a lista corta

mailchimp.com

05

HubSpot

Se la scadenza è già una proprietà di un’azienda o di una trattativa e qualcuno segue l’incasso, HubSpot unisce scheda e promemoria. Il listino americano su hubspot.com/pricing/marketing parte da 7 $ al mese per Starter, con automazione fino a 10 azioni, e arriva a 800 $ al mese per Professional. Per una micro impresa con quaranta promemoria al mese è sproporzionato; la fattura valida resta quella dello SDI.

Ideale per studi con trattative e fatture insieme

hubspot.com

06

GetResponse

GetResponse lega la profondità delle automazioni al livello: secondo getresponse.com/pricing Starter costa 19 $ al mese per 1.000 persone con una sola automazione, mentre Marketer, a 59 $, le ammette illimitate. Per un flusso di solleciti con più rami serve quindi almeno Marketer. Non c’è un piano gratuito, e anche qui lo stato del pagamento deve arrivare da fuori, dal gestionale o da un collegamento.

Ideale per abbonamenti con più passaggi

getresponse.com

07

Moosend

Moosend offre 30 giorni di prova, e il listino su moosend.com/pricing indica Pro a 7 $ al mese per 500 contatti con pagamento annuale: è un modo economico per mettere alla prova un flusso di solleciti con automazioni. Prima del test controlla quanti passaggi condizionali ammette il piano, come si interrompe la sequenza al pagamento e in che lingua sono interfaccia e assistenza.

Ideale per provare a lungo prima di pagare

moosend.com

Cosa valutare prima di scegliere

Automazioni che partono da una scadenza

Il promemoria si calcola sulla scadenza della fattura, non sul giorno di iscrizione. Verifica che lo strumento possa far partire un messaggio «sette giorni prima» o «tre giorni dopo» da un campo data del contatto, e che la data si aggiorni quando cambia. Con più fatture per lo stesso cliente chiedi come si gestiscono: un solo campo ne conserva una, le altre vanno su record separati o restano nel gestionale.

Fattura elettronica e promemoria sono documenti diversi

La fattura valida a fini fiscali è quella elettronica trasmessa tramite il Sistema di Interscambio: l’email di promemoria non la sostituisce. Evita di allegare un documento che il cliente potrebbe scambiare per l’originale, e fai in modo che il testo rimandi al numero e alla data della fattura emessa. Per obblighi di conservazione, contenuto del documento e copia di cortesia chiedi al commercialista.

Importo, numero, scadenza e modo di pagare

Ogni messaggio deve riportare nome o ragione sociale, numero e data della fattura, importo, scadenza e come pagare: bonifico con IBAN, link di pagamento, ricevuta bancaria. Verifica che lo strumento accetti campi personalizzati per tutti questi dati e che si importino da un file esportato dal gestionale. Il dato che pesa più degli altri è l’importo: sbagliarlo in un sollecito costa più di un ritardo.

Passi del sollecito e condizione di stop

Una sequenza ragionevole ha un promemoria prima, uno alla scadenza e uno o due dopo, con intervalli che decidi in base al cliente. La parte che rovina tutto è la mancata interruzione: chiedi come si ferma il flusso quando il pagamento risulta registrato, a mano o con un campo aggiornato da un collegamento. Prova il caso «ha pagato ieri» prima di partire: il sollecito a chi ha già bonificato è l’errore più fastidioso.

Collegamento con gestionale e contabilità

Chiedi quale gestionale o programma di contabilità usi e cerca nella scheda dello strumento se esiste un connettore nativo, un collegamento Zapier o Make oppure solo l’esportazione CSV. Nel caso del file, stabilisci chi lo scarica, con che frequenza e come si aggiorna lo stato «pagato»: con un’esportazione settimanale i solleciti possono partire il lunedì anche per chi ha pagato il giovedì precedente.

Mittente umano e testi diversi per ogni passo

Un promemoria è un servizio, un sollecito è una richiesta, e la differenza si legge nel testo. Scegli uno strumento che permetta un mittente con nome e cognome, una risposta che qualcuno legge davvero e un testo diverso per ogni passo. Diffide e recupero crediti non si fanno con una newsletter: per intimazioni formali o PEC chiedi al tuo consulente legale. L’automazione resta amichevole e chiede soltanto di verificare il pagamento.

Per approfondire

Domande frequenti

Quanti solleciti mando e con quali intervalli?

Tre o quattro: un promemoria cortese pochi giorni prima della scadenza, uno il giorno stesso, il primo sollecito dopo una settimana e un secondo dopo due o tre. Cambia con il cliente: un abbonato mensile vuole tempi stretti, un’azienda che paga a 60 o 90 giorni va seguita sul calendario dei suoi pagamenti. Dopo il secondo sollecito smetti di affidarti all’automazione e telefona, oppure passa la pratica a chi gestisce i crediti.

Che tono uso nei solleciti?

Cortese e preciso nei primi due messaggi, più fermo ma sempre educato nei successivi, senza minacciare azioni legali che nessuno ha deciso di intraprendere. Scrivi «risulta ancora aperta la fattura n. 123 del 4 marzo» e non «lei non ha pagato». Offri sempre un modo di rispondere: molti ritardi dipendono da un errore di intestazione, da un ordine non registrato o da una firma interna mancante. I toni duri restano per chi ha già ricevuto due avvisi senza reagire.

Come evito di sollecitare chi ha già pagato?

Il rischio nasce dal ritardo del dato: un bonifico del giovedì compare nel gestionale il lunedì. Aggiungi una frase che lo riconosce, come «se hai già pagato, ignora questo messaggio», e prevedi un passaggio di controllo prima del primo sollecito: un elenco da rivedere a mano, anche solo cinque minuti. Se il conto non viene riconciliato ogni giorno, sospendi i solleciti del fine settimana e del lunedì mattina.

Il promemoria deve partire da un indirizzo personale?

Meglio un indirizzo con un nome, come amministrazione@ o nome.cognome@, che una casella che non accetta risposte. Chi vuole contestare un importo, chiedere una proroga o segnalare un errore deve poter scrivere subito. Controlla che l’indirizzo sia sul dominio dell’azienda e che SPF e DKIM siano configurati: un promemoria finito in spam costringe a telefonare più tardi, quando il ritardo è già di tre settimane.

Che cosa scrivo nel corpo del messaggio?

Numero e data della fattura, importo, scadenza, modalità di pagamento con IBAN o link, e un recapito per chiedere chiarimenti. Aggiungi una riga su ciò che la fattura riguarda, per chi non la collega subito a una consegna o a un lavoro. Un solo pulsante o un solo IBAN ben visibile, non entrambi in competizione. Se alleghi un PDF di cortesia, verifica con il commercialista come presentarlo rispetto alla fattura trasmessa tramite SDI.

Un sollecito via email ha valore legale?

Una semplice email non ha il peso di una diffida: per mettere formalmente in mora un debitore o interrompere un termine di prescrizione si usano di norma strumenti come la PEC o la raccomandata, e la scelta spetta al consulente legale. Il promemoria automatico serve a un recupero amichevole e a lasciare traccia del contatto. Conserva il messaggio, la data e l’esito dell’invio, perché possono servire se la pratica passa a un avvocato.

Come tratto chi paga sempre in ritardo?

Metti i ritardatari abituali in un segmento e anticipa il primo promemoria di qualche giorno. Per chi compra molto ma salda sempre tardi può servire di più rivedere i termini di pagamento nel contratto che aggiungere messaggi. Annota ogni caso: se tre promemoria su quattro non bastano, il problema è la regola e non il testo. Per i clienti che chiedono dilazioni, rispondi con una proposta scritta e non lasciare che il sollecito automatico prosegua.

Quali numeri guardo per capire se il flusso funziona?

Non le aperture: i giorni medi di ritardo prima e dopo il flusso, quante fatture si pagano dopo il primo promemoria e quante solo al secondo, i rimbalzi e le risposte con contestazioni. Un foglio mensile con quattro colonne basta. Se i clic sul link di pagamento sono pochi, controlla che funzioni da telefono. Non attribuire al messaggio un miglioramento che dipende da un cliente grande che ha cambiato banca o abitudini.

Posso usare lo stesso strumento per newsletter e solleciti?

Si può, ma tieni i due flussi ben separati. I solleciti riguardano un rapporto in corso, la newsletter è marketing e richiede un consenso proprio: chi si disiscrive dalle promozioni deve continuare a ricevere i messaggi di scadenza, mentre il contrario non vale. Usa liste o campi distinti, mittenti riconoscibili e oggetti che chiariscano la natura del messaggio. Chiedi al tuo consulente privacy come descrivere la differenza nell’informativa.