Campagne Email
Aggiornato 2026

Raccolte fondi per email: Natale, Pasqua, emergenze e giornate mondiali

Un ente benefico vive di momenti: le uova di Pasqua solidali, i panettoni di dicembre, la giornata mondiale legata alla sua causa, un’emergenza che chiede risposte in poche ore. Mailchimp è il punto di partenza più comune per chi ha già una lista e vuole inviare appelli ben impaginati: l’editor a modelli e la programmazione degli invii reggono bene i picchi stagionali. Il costo cresce per fasce di contatti, quindi conviene ripulire l’elenco. Una regola vale sempre: le storie dei beneficiari si raccontano senza renderli riconoscibili. Sotto trovi criteri, alternative e risposte.

Strumenti consigliati

01

Mailchimp

Mailchimp è la scelta più pratica per un ente benefico che deve preparare appelli stagionali in poco tempo: modelli già pronti, programmazione degli invii e segmenti per chi ha donato a Natale e a Pasqua. Per il listino su mailchimp.com/pricing il piano gratuito arriva a 250 contatti e 500 invii al mese, ma con 2.501-5.000 contatti il piano Standard costa 100 $ al mese. Il limite è il costo della lista: ripulisci gli indirizzi inattivi prima di una grande campagna e domanda se esiste un listino per enti senza scopo di lucro.

Scelta migliore

mailchimp.com

02

Constant Contact

Per una cena di beneficenza, un torneo o una serata di gala, Constant Contact punta su inviti, iscrizioni e promemoria con strumenti semplici. Prezzi e piani cambiano per paese e per numero di contatti, quindi apri la pagina constantcontact.com/pricing con la tua lista davanti. Verifica se interfaccia e assistenza sono in italiano e come si esportano i partecipanti per i registri dell’ente.

Ideale per chi organizza eventi benefici

constantcontact.com

03

Brevo

Quando una raccolta d’emergenza va comunicata in poche ore, Brevo permette di raggiungere i donatori sia per email sia per SMS. Il listino su brevo.com/pricing indica un piano gratuito con 300 email al giorno e un piano Starter da 9 $ al mese. Il numero di telefono va chiesto con un consenso specifico per gli SMS, e il costo dei messaggi va verificato.

Ideale per appelli via email e SMS

brevo.com

04

HubSpot

Se la raccolta si appoggia anche ad aziende che finanziano un progetto e a pochi donatori importanti, un CRM aiuta a ricordare chi ha parlato con chi. Secondo la pagina americana hubspot.com/pricing/marketing, Marketing Hub Starter parte da 7 $ al mese, calcolato per postazione o fascia di contatti, mentre il livello Professional è molto più costoso. È una struttura più pesante di quanto serva per i soli appelli di Natale.

Ideale per grandi donatori e aziende

hubspot.com

05

Klaviyo

Se la campagna di Pasqua o di Natale passa da un negozio online, con ordini, spedizioni e carrelli lasciati a metà, Klaviyo segue gli acquisti e permette di scrivere a chi ha comprato l’anno scorso. Secondo klaviyo.com il piano email costa 20 $ al mese con 500 profili e 100 $ con 5.000. Per appelli di sola donazione, senza un catalogo, è fuori misura.

Ideale se vendi uova e panettoni solidali

klaviyo.com

06

ActiveCampaign

Se vuoi che chi dona per la prima volta riceva un grazie, poi una storia, poi un invito a diventare sostenitore regolare, ActiveCampaign gestisce questi passaggi con automazioni condizionate. Il listino su activecampaign.com indica il piano Starter da 15 $ al mese con 1.000 contatti e fatturazione annuale, senza piano gratuito. Una persona sola che cura tutto rischia di non usare mai le funzioni avanzate.

Ideale per percorsi di ringraziamento

activecampaign.com

07

MailerLite

Per un ente con pochi volontari e qualche centinaio di contatti, MailerLite ha un editor molto semplice, moduli di iscrizione e un piano gratuito che, secondo mailerlite.com/pricing, arriva a 250 iscritti e 2.500 email al mese. Non è pensato per le raccolte fondi: pagamenti e ricevute restano su una piattaforma di donazioni o su un bonifico, da collegare con un link.

Ideale per un ente piccolo e semplice

mailerlite.com

Cosa valutare prima di scegliere

Picchi di invio a Natale e a Pasqua

Un ente benefico manda poco per mesi e moltissimo in due finestre: dicembre e la settimana prima di Pasqua. Controlla se il piano ha un tetto giornaliero di invii, quanto costa un picco una tantum, se puoi programmare l’invio a scaglioni per non intasare la tua pagina di donazione e se il piano si può sospendere in estate. Un limite scoperto a metà campagna costa più di una tariffa più alta.

Donatore occasionale e donatore fedele

Chi dona una volta sotto Natale, chi ricompra ogni Pasqua e chi sostiene ogni mese non vogliono la stessa email. Cerca etichette o gruppi che riconoscano il tipo di donatore dall’ultimo gesto e un modo per escludere dagli appelli chi ha dato da poco. Indica solo l’importo e la data, senza note personali sulla persona: il dato di chi dona a un ente di una certa causa può rivelare convinzioni o salute.

Modelli per appelli e storie dei beneficiari

Prova l’editor con un appello vero: titolo, una foto, un testo breve, un pulsante «Dona» ben visibile e un riepilogo di cosa permette l’importo. Serve poter duplicare la campagna dell’anno scorso e cambiare data e causa in pochi minuti. Le foto di persone assistite, e soprattutto di minori, richiedono un consenso scritto e specifico: senza, usa immagini di attività o di oggetti, mai un volto riconoscibile.

Pagina di donazione e conferma del pagamento

La donazione avviene su una piattaforma di raccolta, con carta, PayPal o bonifico: lo strumento email la vede solo se esiste un collegamento. Chiedi se c’è un connettore nativo, un collegamento Zapier o Make o solo l’export CSV. Se manca, un grazie scritto a mano nelle ore dopo l’appello vale più di un messaggio automatico che arriva prima del pagamento. Il pulsante deve portare a una pagina leggibile da telefono.

Consenso e disiscrizione per chi ha donato

Aver donato non equivale ad aver acconsentito alla newsletter. Registra a parte il consenso di marketing, con data e fonte, e verifica che ogni messaggio abbia un link di disiscrizione che funziona in un clic. Chiedi al fornitore un contratto di trattamento dei dati, la sede dei server e come esportare o cancellare una persona su richiesta. Per ciò che rientra nel perimetro dell’articolo 130 del Codice Privacy verifica con il tuo consulente.

Leggibilità per chi ha poca dimestichezza

I donatori di un ente benefico sono spesso persone anziane che leggono sul telefono con il carattere ingrandito. Controlla che i modelli si adattino alla lettura da smartphone, che si possano usare caratteri grandi e contrasti forti e che il pulsante sia un vero link, non solo un’immagine. Invia un test a un tuo parente con meno di dimestichezza prima di ogni campagna: il suo commento vale più di un controllo tecnico.

Per approfondire

Domande frequenti

Come organizzo la campagna delle uova di Pasqua solidali?

Le uova solidali hanno una finestra stretta: gli ordini si prendono nelle quattro o cinque settimane prima di Pasqua e le consegne chiudono qualche giorno prima. Manda un primo messaggio con il prezzo, il progetto sostenuto e la data limite per ordinare, un secondo con un promemoria e un ultimo con i punti di ritiro. Indica quanto del prezzo va al progetto solo se lo puoi documentare. Chi ha già ordinato esce dalla serie, così non riceve solleciti inutili.

Quando scrivo per il Natale e come racconto i panettoni solidali?

La campagna di Natale comincia a metà novembre con un messaggio che presenta il progetto e il prodotto, continua con un promemoria all’inizio di dicembre e chiude con le date di consegna. I panettoni o i pacchi solidali piacciono anche alle aziende che fanno regali ai dipendenti: prevedi una pagina e un messaggio per loro, separati da quelli per i privati. Dopo le feste scrivi un resoconto: quanti pezzi, cosa hanno finanziato, un grazie.

Come scrivo un appello d’emergenza dopo un terremoto o un’alluvione?

Dichiara subito chi sei, cosa sta succedendo, cosa farai con le donazioni e dove vanno. Un solo pulsante, un solo importo suggerito, una pagina che si carica in fretta. Evita dettagli dolorosi e fotografie di vittime riconoscibili. Chi riceve molti appelli in pochi giorni, per un’emergenza televisiva, tende a ignorarli: se sei un ente piccolo e locale, scrivi come tale. Dopo la scadenza manda un aggiornamento con quanto raccolto e come è stato usato.

Come uso le giornate mondiali legate alla nostra causa?

Ogni causa ha le sue ricorrenze, dalla giornata mondiale di una malattia a quella dell’infanzia o dell’ambiente. Segnale in un calendario con tre mesi di anticipo e scegli due o tre giornate davvero collegate al tuo lavoro. Il messaggio funziona se dice cosa fai tu in quell’occasione e non si limita a ripetere la ricorrenza. Chiedi a chi riceve di condividere un contenuto, non solo di donare: un appello senza pause stanca chi non è ancora sostenitore.

Posso raccontare la storia di una persona assistita?

Solo con il suo consenso scritto, informato e revocabile, e con un’attenzione particolare se è un minore, caso in cui serve il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale. Se la storia riguarda salute, povertà o una situazione familiare, cambia i dettagli che identificano la persona, o usa un nome di fantasia dichiarandolo. Chiedi sempre alla persona di rileggere il testo. Per le regole su immagini e dati sensibili confrontati con il tuo DPO o con un consulente.

Che cosa scrivo a chi ha donato una sola volta?

Entro un giorno un grazie con il nome del progetto e una frase su cosa è cambiato; dopo una settimana una storia breve; dopo un mese un invito a restare in contatto, senza chiedere altro. Le ricevute per le detrazioni e le deduzioni seguono regole che dipendono dall’ente e dal tipo di donazione: verifica con il commercialista del Terzo settore cosa puoi dire. Chi ha donato per un’emergenza non è automaticamente un sostenitore regolare: lascia che sia lui a scegliere.

Come giudico se una raccolta ha funzionato?

Metti accanto, per ogni campagna, quanto hai raccolto, quanti donatori sono nuovi, quanti hanno già donato in passato e quanto è costato l’invio. Confronta con la stessa ricorrenza dell’anno prima: Natale con Natale, Pasqua con Pasqua. Le aperture dicono poco; contano i clic sul pulsante e le donazioni arrivate nei tre giorni dopo l’invio. Annota anche le disiscrizioni: una campagna che incassa ma fa uscire molti sostenitori ha un costo che il bilancio non mostra.

Chiedo una donazione in ogni messaggio?

No. Alterna richieste esplicite a messaggi che raccontano e ringraziano, e metti un link discreto per donare in fondo a tutti. Per le raccolte stagionali concentra le richieste nelle finestre che i donatori già riconoscono, Natale, Pasqua, la giornata della tua causa. Fuori da quei periodi scrivi per informare: cosa è stato fatto, cosa serve a breve, come aiutare senza denaro, ad esempio con un’ora di volontariato o la condivisione di un post.

Come ritrovo chi ha donato due anni fa e non si è più fatto sentire?

Non partire da una richiesta: scrivi un messaggio che dica cosa è successo dopo la sua donazione e chieda se desidera continuare a ricevere aggiornamenti. Chi risponde con un clic resta in elenco; chi non risponde dopo un secondo tentativo esce dagli invii di marketing. Una lista ripulita costa meno nello strumento e arriva meglio in casella. Conserva le informazioni che servono ai registri dell’ente solo per il tempo che un commercialista ti indica.

Con quale ritmo scrivo fuori dalle campagne stagionali?

Un messaggio ogni quattro-sei settimane basta a mantenere vivo il rapporto: una notizia dal progetto, una domanda ai sostenitori, un ringraziamento ai volontari. Nelle tre settimane prima di Pasqua o di Natale puoi salire a un invio a settimana. Dopo la campagna una pausa fa bene a tutti. Se i messaggi sono tutti richieste, la lista si stanca: dai a chi legge un motivo per aprire anche quando non c’è niente da pagare.