Campagne Email
Aggiornato 2026

Come un comune può comunicare con i cittadini per email: newsletter, avvisi e privacy

Un comune non fa marketing: informa, avvisa e coinvolge i cittadini nell’ambito dei propri compiti, con vincoli diversi da quelli di un’impresa. Per un ufficio stampa o un URP con poche persone, MailerLite o Brevo coprono newsletter e avvisi a costi contenuti, ma la scelta dipende da regole che un’azienda non ha: la base giuridica del trattamento, l’accessibilità, la procedura d’acquisto e la qualificazione dei servizi cloud per la PA. Parla presto con il responsabile della protezione dei dati e con l’ufficio acquisti, e ricorda che le emergenze passano dai canali ufficiali, non dalla newsletter.

Strumenti consigliati

01

MailerLite

MailerLite è la scelta più praticabile per un comune piccolo o medio con un ufficio comunicazione di poche persone: l’editor è semplice e i cittadini si dividono in gruppi per tema o frazione. Secondo mailerlite.com/pricing il piano Comfort parte da 12 $ al mese a 500 iscritti, con un tetto mensile di email pari a dieci volte la fascia di iscritti. Il limite è il contesto pubblico: prima di scegliere verifica con il RPD e con l’ufficio acquisti sede dei dati, accordo di trattamento e procedura d’acquisto.

Scelta migliore

mailerlite.com

02

Brevo

Per avvisi su chiusure di scuole, cambi del servizio rifiuti o lavori in strada, Brevo manda email e anche SMS e WhatsApp dallo stesso account, secondo brevo.com/pricing. Il piano gratuito ha un tetto di 300 email al giorno: con una lista di tremila cittadini un solo invio impiegherebbe dieci giorni, quindi per le uscite a tutta la popolazione servono i piani a pagamento. Per gli avvisi urgenti passa da SMS e dai canali ufficiali.

Ideale per avvisi anche via SMS

brevo.com

03

Mailchimp

Se l’ufficio ha già un account Mailchimp e un modello di newsletter collaudato, può continuare senza rifare i processi. Prima di rinnovare chiedi l’accordo di trattamento, la sede dei dati e dei sub-fornitori e come sono gestiti i trasferimenti fuori dall’Unione europea, e fai valutare la risposta al RPD. I costi crescono a scaglioni di contatti, quindi pulisci la lista a ogni fine anno.

Ideale per chi ha già una newsletter avviata

mailchimp.com

04

HubSpot

In un capoluogo con più assessorati, servizi culturali, turismo e sportelli, HubSpot può servire a distinguere i gruppi di destinatari e a tenere traccia di chi ha scritto a quale ufficio. È nato per il commercio: valuta se la procedura d’acquisto e il listino a scaglioni su hubspot.com/pricing sono compatibili con un ente pubblico, e quanti utenti servono davvero.

Ideale per grandi città con molti uffici

hubspot.com

05

ActiveCampaign

Per servizi con passaggi ripetuti, come iscrizione ai centri estivi, ai bandi culturali o ai corsi comunali, ActiveCampaign permette percorsi con promemoria di scadenza e un messaggio dopo la domanda. Richiede configurazione: ha senso se un ufficio gestisce molte pratiche ripetitive, meno per una newsletter mensile. Non caricare mai anagrafi o archivi tributari come lista di contatti.

Ideale per iscrizioni a servizi con scadenze

activecampaign.com

06

Moosend

Moosend offre una prova di 30 giorni senza carta di credito, secondo moosend.com/pricing, che permette a un ufficio di simulare la newsletter prima di avviare una procedura d’acquisto. Usa il periodo per verificare editor, gestione delle disiscrizioni e modelli leggibili con i lettori di schermo, e per raccogliere i dati utili al responsabile del procedimento. La prova non sostituisce la valutazione del RPD.

Ideale per provare prima dell’affidamento

moosend.com

07

GetResponse

Per assemblee pubbliche online, incontri con i cittadini o presentazioni di bandi e progetti, GetResponse offre pagine di iscrizione e, con il livello Creator, i webinar, secondo getresponse.com/pricing. Verifica come vengono conservate le registrazioni e chi può vederle, e informa i partecipanti. Per una newsletter mensile è sovradimensionato: il suo punto di forza sono gli eventi.

Ideale per assemblee pubbliche online

getresponse.com

Cosa valutare prima di scegliere

Base giuridica, RPD e comunicazione istituzionale

L’informazione sui servizi rientra nei compiti dell’ente e può fondarsi sull’interesse pubblico previsto dall’articolo 6 del GDPR; l’iscrizione a una newsletter su eventi e iniziative resta più sicura se volontaria e documentata. Coinvolgi subito il responsabile della protezione dei dati (RPD) per decidere quali comunicazioni sono di servizio e quali facoltative, e pubblica un’informativa chiara accanto al modulo di iscrizione. Lo strumento deve poter registrare data e origine di ogni iscrizione.

Cloud, accordo di trattamento e acquisti della PA

Un ente pubblico non sceglie un servizio online come un’azienda: ci sono regole sulla qualificazione dei servizi cloud per la pubblica amministrazione e procedure d’acquisto, tra cui il mercato elettronico. Verifica con il RPD e con l’ufficio acquisti che cosa è richiesto per il tuo ente, e chiedi al fornitore l’accordo di trattamento dei dati, la sede dei server e l’elenco dei sub-fornitori. Una prova gratuita non ti dispensa dalla procedura.

Emergenze: la newsletter non è l’allerta

Per allerte meteo, evacuazioni e sospensioni dei servizi esistono canali ufficiali, come quelli della protezione civile, con il sistema di allarme pubblico nazionale, gli SMS del comune e i canali istituzionali. L’email serve a dare seguito con informazioni di dettaglio, ma non è abbastanza rapida né certa per un’allerta. Stabilisci con il responsabile della protezione civile quali messaggi può mandare l’ufficio comunicazione e quali devono partire solo dai canali dedicati.

Accessibilità e linguaggio chiaro

Le comunicazioni pubbliche devono poter essere lette da tutti, anche con ausili per la disabilità: l’accessibilità dei prodotti digitali della PA è regolata, a partire dalla cosiddetta legge Stanca, quindi chiedi al responsabile per la transizione digitale quali requisiti valgono per le email. Scegli modelli semplici, con contrasto sufficiente, testo alternativo per le immagini e link descrittivi. Se serve, prevedi versioni in altre lingue per residenti stranieri o per le aree bilingui.

Gruppi per tema, zona e frazione

Il calendario della raccolta rifiuti di una frazione non interessa chi vive in centro, e una chiusura stradale riguarda un quartiere. Cerca uno strumento che consenta agli iscritti di scegliere i temi e la zona da un modulo, con gruppi o campi, e un centro delle preferenze per cambiarli senza scrivere all’ufficio. Meno messaggi irrilevanti significa meno disiscrizioni: e ogni cittadino che si cancella è uno in meno da raggiungere per le cose importanti.

Periodo elettorale e conservazione degli invii

Nei periodi che precedono le elezioni la comunicazione istituzionale è soggetta a limiti previsti dalla legge sulla par condicio: verifica con l’ufficio competente quali messaggi si possono mandare e come devono essere formulati. Lo strumento dovrebbe conservare lo storico degli invii e permettere di esportarlo, utile anche per la trasparenza. Assegna a un solo ufficio l’autorizzazione degli invii e definisci chi firma i testi, evitando messaggi di singoli assessori fuori dal coordinamento.

Per approfondire

Domande frequenti

Come raccolgo gli iscritti alla newsletter del comune?

Con un modulo sul sito istituzionale, un codice QR allo sportello e all’URP, in biblioteca e negli eventi, sempre con l’informativa e una conferma via email. Spiega che cosa riceveranno e con quale frequenza. Evita di aggiungere automaticamente indirizzi raccolti per altri scopi, come pratiche, tributi o iscrizioni scolastiche: quegli indirizzi sono stati dati per un fine preciso, e usarli per la newsletter richiede una valutazione del RPD, di solito con un consenso esplicito.

Posso usare l’anagrafe per inviare la newsletter a tutti i residenti?

In generale no: i dati dell’anagrafe sono raccolti per finalità determinate e il loro riuso per un invio di massa va valutato con il RPD alla luce del principio di limitazione delle finalità. Per le comunicazioni obbligatorie esistono i canali formali, mentre la newsletter funziona meglio con iscritti volontari. Un comune può comunque far conoscere l’iscrizione con avvisi cartacei, manifesti e annunci sul sito, e chiedere ai cittadini di iscriversi da soli.

Quali comunicazioni è meglio non affidare alla newsletter?

Quelle formali con effetti giuridici, come diffide, notifiche, richiami su tributi o convocazioni di organi: seguono procedure proprie, come la posta elettronica certificata o la pubblicazione all’albo pretorio online, e una newsletter non le sostituisce. Anche gli avvisi urgenti sulla sicurezza passano dai canali dedicati. La newsletter va bene per ciò che aiuta il cittadino a orientarsi, per esempio scadenze, orari, bandi, eventi e novità dei servizi: chiedi al segretario comunale in caso di dubbio.

Che relazione c’è tra email e App IO per i messaggi del comune?

Se il comune ha aderito, l’app IO è un canale pensato per i messaggi individuali dei servizi pubblici, come scadenze e avvisi che riguardano la singola persona; la newsletter serve invece per informazioni generali a chi si è iscritto. Verifica con il responsabile della transizione digitale quali messaggi possono passare dall’app e quali dall’email, in modo da non duplicare le comunicazioni e da dare ai cittadini un riferimento chiaro.

Come coinvolgo i cittadini in consultazioni e incontri pubblici?

Invia l’invito a chi ha scelto il tema o la zona interessata, con una frase che spiega che cosa si decide e un link per iscriversi o inviare osservazioni. Indica data, ora, sede e se l’incontro è accessibile, e ricorda che l’invito non sostituisce gli avvisi formali previsti dalla procedura. Dopo l’incontro manda una sintesi con le decisioni e i prossimi passi: i cittadini partecipano più volentieri se vedono che le osservazioni sono prese in considerazione.

Quanto costa e come si compra uno strumento per il comune?

Il costo dipende dal numero di iscritti e dal volume di invii, e conviene confrontare i piani per contatto con quelli per numero di email, perché una newsletter ogni due settimane a pochi iscritti pesa diversamente da una lista grande con invii radi. Fai la stima sul numero di iscritti attesi dopo un anno, non su quelli di oggi. La procedura di acquisto, i tempi e le soglie per l’affidamento li stabilisce l’ufficio acquisti: parlane prima di fare prove con dati reali.

Come scrivo una newsletter chiara per tutti i cittadini?

Frasi brevi, parole di uso comune e niente sigle senza spiegazione: dopo una lettura veloce un cittadino deve sapere che cosa deve fare e per quando. Metti la scadenza o la data nella prima riga, usa un solo link principale, titoli che dicono il contenuto e un contatto reale per chiedere aiuto. Evita i PDF come unico contenuto e usa testo vero. Prova l’invio a caselle diverse e leggi il messaggio con un lettore di schermo prima di spedirlo.

Ogni quanto ha senso scrivere ai cittadini iscritti?

Un appuntamento mensile per le notizie generali e messaggi aggiuntivi solo quando c’è qualcosa da fare o da sapere: lavori in strada, apertura di un bando, cambio del calendario rifiuti. Ripetere ogni settimana contenuti che stanno già sul sito stanca i lettori e li spinge a cancellarsi. Ogni messaggio deve passare da un solo ufficio di coordinamento e avere una data di invio programmata, per non sovrapporre le uscite di assessorati diversi.