Campagne Email
Aggiornato 2026

Reclutamento pazienti e comunicazione con i centri di uno studio clinico

In una sperimentazione clinica l’email serve a due cose molto diverse: far conoscere lo studio a chi potrebbe partecipare e tenere allineati centri sperimentali, sponsor e CRO. La prima richiede consenso e materiali approvati, la seconda poco più di una buona rubrica. Il confine invalicabile è un altro: i dati sanitari dei pazienti, categoria particolare ai sensi dell’art. 9 del GDPR, non devono finire in uno strumento di marketing, né come campo personalizzato né come segmento. Qui vedi quale piattaforma usare per cosa e dove l’automazione deve fermarsi.

Strumenti consigliati

01

Brevo

Brevo è una base adatta alla parte non clinica di uno studio: newsletter ai centri e agli sperimentatori, inviti a incontri informativi e una lista di persone che hanno chiesto informazioni, con SMS e WhatsApp nello stesso account secondo brevo.com. Usalo solo per chi ha dato un consenso esplicito e mai per i dati dei pazienti arruolati, che restano nei sistemi dello studio gestiti da sponsor e CRO. Il limite è proprio questo: non è un sistema per dati sanitari e non sostituisce i canali approvati dal comitato etico.

Scelta migliore

brevo.com

02

HubSpot

Per una CRO o una società che segue più studi, il lavoro vero è la relazione con sponsor, centri e sperimentatori: contratti, scadenze, referenti di ogni sito. HubSpot tiene l’archivio dei contatti professionali con storico e promemoria. Non è un sistema per pazienti: lascia fuori ogni dato sanitario e verifica con il DPO cosa si può registrare sui singoli sperimentatori.

Ideale per sponsor, CRO e centri

hubspot.com

03

ActiveCampaign

Se chi lascia il contatto sul sito riceve tre o quattro email che spiegano lo studio, i requisiti generali e come parlare con il centro, ActiveCampaign può scandire gli invii in base ai clic. Non usare però risposte cliniche per segmentare: l’eleggibilità si verifica al telefono o in visita. Non esiste un piano gratuito, il listino è su activecampaign.com/pricing.

Ideale per un percorso di pre-screening

activecampaign.com

04

MailerLite

Molte associazioni di pazienti hanno già una newsletter semplice e una lista propria. MailerLite è la piattaforma che un ufficio piccolo gestisce da solo, utile se lo studio consegna all’associazione un testo già approvato da diffondere. La lista resta dell’associazione: lo sponsor non riceve gli indirizzi e non può usarli, salvo consensi specifici.

Ideale per le associazioni di pazienti

mailerlite.com

05

GetResponse

Un incontro con lo sperimentatore principale aperto a pazienti e familiari, o una riunione tra centri prima dell’avvio, si possono fare in webinar: GetResponse li include nel piano Creator secondo getresponse.com/pricing. Valuta se serve davvero, perché molte strutture hanno già strumenti di videoconferenza, e stabilisci chi registra le presenze e per quanto tempo conserva i dati.

Ideale per incontri informativi online

getresponse.com

06

Mailchimp

Se l’ente promotore ha già un’audience Mailchimp per eventi e giornate di sensibilizzazione, usarla per annunciare lo studio richiede un consenso che copra anche questo scopo, spesso assente. Controlla come sono stati raccolti gli indirizzi, non riutilizzarli per finalità diverse da quelle dell’informativa e leggi i limiti del livello scelto su mailchimp.com/pricing.

Ideale per contatti già raccolti

mailchimp.com

07

Campaign Monitor

Per un bollettino periodico a sperimentatori e coordinatori di studio, con impaginazione ordinata e modelli riutilizzabili, Campaign Monitor è un’opzione da valutare. Il listino è generato via JavaScript e non siamo riusciti a leggerlo: chiedi un preventivo scritto e verifica che l’account possa essere intestato all’ente promotore, con ruoli distinti per chi scrive e chi approva.

Ideale per bollettini ai centri

campaignmonitor.com

Cosa valutare prima di scegliere

Cosa passa dall’email e cosa resta fuori

Distingui tre flussi: reclutamento, con annunci e lista di interesse; comunicazione con centri e sperimentatori; comunicazione con i partecipanti già arruolati. Solo i primi due possono passare da una piattaforma di marketing. Il terzo segue regole proprie, fissate dal protocollo e dal comitato etico, e di solito si appoggia ai canali dello studio. Prima di scegliere lo strumento, scrivi su una pagina quale flusso gestisce cosa.

Dati sanitari fuori da campi e segmenti

Patologia, esito di uno screening, stadio, farmaco: sono categorie particolari ai sensi dell’art. 9 GDPR. Non devono diventare campi personalizzati, tag o segmenti di una piattaforma generalista, nemmeno abbreviati o in codice, perché il rischio di re-identificazione resta. Chiedi al DPO cosa è tollerabile, richiedi il contratto di trattamento e valuta se l’iscrizione a una lista legata a una malattia riveli già un dato sulla salute.

Materiali approvati e versioni tracciate

Testi e locandine rivolti ai pazienti in genere passano dal comitato etico e dallo sponsor prima della diffusione: verifica la procedura con il tuo referente. Cerca uno strumento in cui i modelli si salvano con le revisioni e si capisce chi li ha modificati, e fissa una regola interna: nessuna email di reclutamento parte senza l’ultima versione approvata e con il riferimento corretto allo studio.

Consenso, informativa e uscita dalla lista

Il consenso informato alla sperimentazione non è il consenso al marketing: sono due atti, con due testi. Per la lista di interesse servono un modulo con informativa specifica, caselle non preselezionate e una cancellazione in un clic; per sponsor e sperimentatori si applica l’art. 130 del Codice Privacy, da leggere con il DPO. Conserva data, testo e provenienza di ogni adesione.

Email informativa, mai prova di comunicazione

Un invito a un incontro con lo sperimentatore che arriva tardi o in spam è un fastidio; un avviso su un emendamento al protocollo è un problema. Per quest’ultimo non basta una piattaforma di newsletter: serve un canale con conferma di ricezione concordato con sponsor e CRO. Tratta l’email di marketing come strumento di informazione generale e non come documentazione di avvenuta notifica ai centri.

Un piano che si chiude a fine arruolamento

La lista di interesse di uno studio è piccola e a termine: conclusa la fase di arruolamento va chiusa. Preferisci un piano che puoi interrompere senza penali e senza impegno annuale, e chiedi come si esportano e si cancellano i dati a fine studio. Cancellare gli indirizzi non è un dettaglio ma una voce del progetto, da assegnare a una persona con una data precisa.

Per approfondire

Domande frequenti

Posso fare pubblicità a una sperimentazione clinica via email?

La comunicazione rivolta al pubblico su uno studio è un ambito regolato, che si discute con sponsor e comitato etico prima di scrivere una riga. Descrivi lo studio, chi può partecipare e come mettersi in contatto con il centro; evita frasi che presentino il trattamento come risolutivo o promettano un beneficio personale, e non fare leva su compensi o su paure. Fai rivedere il testo a un consulente regolatorio o a un legale prima di ogni campagna.

Chi può scrivere ai pazienti: sponsor, centro o CRO?

Dipende dal protocollo e dai ruoli privacy definiti nei contratti di studio. Spesso il primo contatto con il paziente è del centro sperimentale, mentre lo sponsor lavora su dati pseudonimizzati e non conosce l’identità di chi partecipa. Questo significa che una campagna di email promossa dallo sponsor verso persone identificabili va impostata con attenzione: chiedi chi sia titolare e chi responsabile del trattamento e fai scrivere questa risposta nel documento che regola lo studio.

Come coinvolgo medici di base e specialisti con la newsletter?

Una newsletter professionale rivolta a medici e specialisti, con la scheda di sintesi dello studio e i criteri generali di inclusione, è uno dei canali più lineari: l’interlocutore è un professionista, l’indirizzo è di lavoro e lo scopo è informare. Verifica con il DPO la base giuridica e applica l’art. 130 del Codice Privacy; non promettere compensi per le segnalazioni di pazienti e rimanda a una pagina informativa del centro, non a moduli che raccolgono dati clinici.

Cosa succede se un paziente chiede di cancellarsi dalla lista?

La cancellazione dalla lista di interesse va eseguita subito e dev’essere semplice, un clic nell’email o una risposta. Ritirarsi da uno studio, però, è un’altra cosa: i dati già raccolti nell’ambito della sperimentazione seguono le regole del protocollo e gli obblighi di conservazione, che non dipendono dalla piattaforma di marketing. Spiega questa differenza nell’informativa e fai gestire le richieste al referente privacy dello studio, non all’addetto alla newsletter.

Conviene usare SMS o WhatsApp per ricordare le visite ai partecipanti?

Per chi è già arruolato il canale va deciso nel protocollo e approvato, non scelto dall’ufficio marketing perché è comodo. Se è ammesso, il messaggio contiene solo data e ora, mai il nome dello studio, della malattia o del farmaco: un SMS letto sullo schermo bloccato da un familiare è già una comunicazione di dati sulla salute. Brevo offre SMS e WhatsApp, ma verifica con il DPO se per i partecipanti sia il canale giusto.

Come capisco se la campagna di reclutamento funziona?

Le aperture dicono poco; conta quanti, dopo aver letto l’annuncio, chiedono di essere richiamati o completano la breve scheda di contatto, e quanti di questi arrivano a una telefonata di pre-screening. Dividi per canale, come newsletter di un’associazione, pagina del centro o segnalazione di un medico, e confronta il numero di pre-screening per ciascun canale. Non usare dati clinici per misurare: il conteggio dei motivi di esclusione si fa dentro i sistemi dello studio.

Posso comprare una lista di pazienti o usare un registro?

No. Gli elenchi acquistati non hanno un consenso valido per questo scopo, e scrivere a persone con una patologia aggrava il rischio. Anche i registri di malattia o i database degli ospedali hanno finalità proprie e una base giuridica specifica: riutilizzarli per reclutare richiede autorizzazioni e passaggi formali che stabiliscono il titolare dei dati e il comitato etico. La via più semplice è far arrivare l’annuncio dove i pazienti già sono, cioè associazioni, medici e pagine dei centri.

Cosa cancello e cosa conservo quando lo studio finisce?

La lista di interesse del reclutamento va chiusa, esportata se serve per rendicontazione interna e cancellata dalla piattaforma, in accordo con i tempi dichiarati nell’informativa. La documentazione dello studio ha invece termini di conservazione fissati da norme e dal protocollo, e la gestisce lo sponsor con i centri: non dipende dal tuo strumento di newsletter. Metti per iscritto chi cancella cosa e quando, e fai verificare il piano dal DPO prima dell’apertura.