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Aggiornato 2026

Email marketing per welfare e benessere aziendale: HR da convincere, dipendenti da coinvolgere

Chi vende piani di welfare o programmi di benessere alle aziende parla a due pubblici che non devono mai mescolarsi: l’ufficio HR che compra e i dipendenti che usano il servizio, spesso senza una casella aziendale. Brevo è la scelta più pratica, perché con un solo account gestisci email per la parte commerciale e SMS o WhatsApp per i dipendenti; ActiveCampaign è più adatto se il ciclo di vendita è lungo e pieno di passaggi. Tre punti delicati: il regime fiscale dei benefit da spiegare con prudenza, la riservatezza dei dati sulla salute e il tracciamento delle azioni dei lavoratori, su cui servono DPO e consulente del lavoro.

Strumenti consigliati

01

Brevo

Brevo è la scelta più pratica per chi vende welfare alle aziende: con un solo account segui gli HR con newsletter e sequenze commerciali e raggiungi i dipendenti anche con SMS o WhatsApp, utile quando non tutti hanno una casella di posta. Il piano Starter, secondo brevo.com/pricing, costa 9 $ al mese e non ha il tetto giornaliero di invii, che conta quando scrivi a tutti i lavoratori di un cliente nello stesso giorno. Per trattative lunghe con più referenti e preventivi valuta ActiveCampaign o HubSpot, pensati per le pipeline.

Scelta migliore

brevo.com

02

ActiveCampaign

Se il ciclo di vendita verso le aziende dura mesi e in parallelo gestisci i partecipanti ai programmi già attivi, ActiveCampaign permette automazioni separate per i due pubblici nello stesso account. L’abbonamento d’ingresso è per un solo utente: se commerciale e responsabile della community lavorano insieme, confronta i livelli sul sito del fornitore prima di scegliere in base al prezzo più basso.

Ideale per vendite lunghe e percorsi paralleli

activecampaign.com

03

HubSpot

Quando vendi a gruppi con ufficio acquisti, responsabile HR e un comitato che approva, HubSpot collega tutte le persone a una trattativa e conserva lo storico delle conversazioni. Per il coinvolgimento dei dipendenti è eccessivo e costoso: tienilo su uno strumento più semplice. Chiedi un preventivo scritto per i moduli che userai davvero, e verifica quanti utenti commerciali sono compresi.

Ideale per grandi aziende clienti

hubspot.com

04

MailerLite

Con pochi clienti aziendali e una newsletter mensile di consigli di benessere per ciascuno, MailerLite lo consente con gruppi e un editor semplice. Prepara un gruppo per azienda e un modello base con il logo del cliente. Non è un CRM: le trattative vanno gestite altrove, e se i clienti crescono dovrai controllare come si organizzano più account o più gruppi.

Ideale per un fornitore con pochi clienti

mailerlite.com

05

Mailchimp

Per promuovere una settimana della prevenzione, una sfida di passi o una giornata di screening in azienda, Mailchimp offre modelli e invio programmato. Controlla come aumenta il costo con i contatti, perché i dipendenti di più clienti si sommano in fretta, e organizza i segmenti con cura: un errore può mandare il messaggio di un’azienda ai dipendenti di un’altra.

Ideale per sfide e giornate di prevenzione

mailchimp.com

06

GetResponse

Per i webinar su sonno, postura o gestione dello stress destinati ai dipendenti, GetResponse include i webinar nel livello Creator, secondo getresponse.com/pricing, con landing page di iscrizione e promemoria. Concorda con il cliente chi invia l’invito e come conservi le registrazioni: il nome di chi partecipa a un incontro sulla salute può rivelare più di quanto sembri.

Ideale per webinar sul benessere

getresponse.com

07

Kit (ConvertKit)

Se produci contenuti brevi, come una pillola settimanale di mobilità o una serie di respirazione di cinque giorni, Kit è pensato per chi pubblica lettere e sequenze, con moduli e pagine di iscrizione. Per una serie automatica di cinque giorni controlla nel listino di Kit da quale livello è disponibile. Non si presta alla parte commerciale con le aziende: serve un CRM accanto.

Ideale per pillole di benessere

kit.com

Cosa valutare prima di scegliere

Due pubblici: acquirenti HR e dipendenti

Chi firma il contratto e chi usa il servizio hanno bisogni e toni diversi. Tieni liste, mittenti e sequenze separati per i due gruppi, e aggiungi su ogni contatto un campo “azienda cliente” e un ruolo. L’errore da evitare è mandare a un dipendente un messaggio pensato per l’ufficio acquisti, con i temi del contratto e dei prezzi. Verifica che lo strumento permetta segmenti combinati e un’anteprima per gruppo prima dell’invio.

Privacy dei partecipanti e controllo a distanza

L’azienda cliente non dovrebbe vedere chi partecipa a un corso sulla salute o chi apre una email: i report per l’HR vanno forniti in forma aggregata. Il tracciamento di aperture e clic sui lavoratori può avere implicazioni di controllo a distanza previste dallo Statuto dei lavoratori: verifica con il consulente del lavoro, il DPO e, se necessario, le rappresentanze sindacali. I dati di salute sono categorie particolari e non vanno nei campi dello strumento.

Dipendenti senza casella aziendale

Operai, turnisti e personale di magazzino spesso non hanno un indirizzo di posta dell’azienda. Chiedi al cliente quali canali può usare per raggiungerli: email personale con consenso, SMS, WhatsApp, avvisi in bacheca con un codice QR. Verifica che lo strumento di invio gestisca più canali o si colleghi a servizi che li gestiscono, e che il consenso sia raccolto per ciascun canale, non una volta sola per tutti.

Welfare e regime fiscale: spiegarlo con prudenza

I piani di welfare e i flexible benefit hanno un trattamento fiscale e contributivo che dipende dal tipo di bene o servizio e dagli accordi aziendali: nelle email evita frasi come “risparmi tot” o “non paghi tasse” e rimanda al consulente del lavoro dell’azienda. Un promemoria utile ai dipendenti è la scadenza per spendere il credito, che spesso è fissata dal regolamento del cliente: leggi il testo prima di scriverla, e usa un campo data per cliente.

Un modello per ogni cliente, senza errori

Ogni azienda cliente vuole il proprio logo, i propri colori e un contatto interno. Cerca strumenti che consentano modelli riutilizzabili con elementi variabili, più indirizzi di invio o la possibilità di organizzare i clienti in aree separate. Prima di ogni campagna invia una prova a un indirizzo interno e fai approvare il testo dall’HR del cliente: un messaggio sbagliato inviato ai dipendenti di un’altra azienda è difficile da spiegare.

Calendario: prevenzione, rientro e fine anno

Il calendario di un programma di benessere segue l’anno: i propositi di gennaio, le sfide di movimento in primavera, la ripresa di settembre dopo le ferie, ottobre con le iniziative sulla prevenzione e dicembre con la scadenza dei crediti welfare. Pianifica gli invii con almeno un mese di anticipo, perché ogni messaggio ai dipendenti passa dall’approvazione del cliente; evita gli orari di turno e le settimane di chiusura aziendale d’agosto.

Per approfondire

Domande frequenti

Quali sequenze costruire per prime?

Parti dall’avvio per i dipendenti di un nuovo cliente, perché da lì dipende la partecipazione e quindi il rinnovo: lettera di benvenuto dell’azienda, come accedere al servizio, un primo passo da cinque minuti, a chi scrivere per i dubbi. Poi la serie per gli HR in valutazione: che cosa include il programma, come si svolge l’avvio, che dati ricevi, quanto tempo richiede all’ufficio del personale. Costruisci i due percorsi come progetti separati, con mittenti diversi e modelli diversi.

Come riporto i risultati all’ufficio HR senza violare la privacy?

Con dati aggregati su gruppi abbastanza grandi da non identificare nessuno: partecipazione complessiva, iniziative più seguite, richieste ricevute. Mai elenchi con i nomi di chi si è iscritto a un servizio di benessere o di chi ha aperto il messaggio. Scrivilo nel contratto con il cliente e nell’informativa ai dipendenti, e chiedi al DPO e al consulente del lavoro di rivedere il modello di report prima dell’invio trimestrale.

Titolare dei dati dei dipendenti: siamo noi o l’azienda cliente?

Dipende da come è costruito il servizio e dal contratto: in alcuni casi il fornitore agisce per conto dell’azienda come responsabile del trattamento, in altri tratta i dati per proprie finalità come titolare autonomo, o i due sono contitolari. Non si indovina: chiedi al DPO di qualificare il rapporto, fai firmare la nomina o l’accordo che ne deriva, e assicurati che l’informativa ai dipendenti indichi chi tratta quali dati e per quale scopo.

Come riattivo i dipendenti che non partecipano?

Con un messaggio breve, senza rimproveri, che propone un’azione da cinque minuti, un nuovo ciclo di sfide o un appuntamento a cui è ancora possibile iscriversi. Evita di scrivere “non ti vediamo da tempo”: è una frase che suona come un controllo. Dopo due messaggi senza risposta smetti di scrivere a quella persona fino alla prossima iniziativa, e non passare all’azienda l’elenco dei non partecipanti; quella informazione resta tra il servizio e il lavoratore.

Quando e come propongo servizi aggiuntivi a un cliente già attivo?

Il momento giusto è dopo un risultato che il cliente ha apprezzato e prima del rinnovo, quando l’HR prepara il budget dell’anno dopo. Scrivi a chi ha seguito il progetto con un caso concreto, anonimo e autorizzato, e collega la proposta a un bisogno emerso: per esempio un modulo per i turnisti, se questa è la richiesta che hai sentito. Per i clienti con cui hai già un contratto controlla con il DPO se i messaggi commerciali rientrano nelle comunicazioni ammesse o richiedono un consenso.

Posso usare lo stesso strumento per HR e dipendenti?

Sì, se separi con rigore liste, mittenti e modelli. Un unico account semplifica il lavoro, ma richiede regole interne: chi può caricare liste dei dipendenti, dove sono conservate, chi le cancella alla fine del contratto. Alcuni clienti con filtri aziendali molto severi potrebbero bloccare i messaggi destinati ai lavoratori: prima del lancio fai provare l’invio a un campione di caselle del cliente, e se i filtri bloccano, concorda con l’IT dell’azienda un elenco di mittenti autorizzati.

Come capisco se le email portano davvero contratti?

Salva per ogni richiesta di preventivo la fonte (newsletter, evento, passaparola, ricerca online) e chiedi all’HR, nella prima telefonata, come vi ha conosciuti. Aggiungi parametri UTM ai link e confronta quante richieste nascono da una sequenza rispetto a quelle arrivate da una telefonata a freddo. Su cicli di vendita di molti mesi guarda quanti passaggi di pipeline compie chi riceve i contenuti rispetto a chi non li riceve, e rivedi i risultati una volta l’anno.

Che contenuti interessano a chi in azienda decide sul welfare?

Strumenti pratici: una checklist per confrontare i fornitori di welfare, uno schema per presentare il progetto alla direzione, una scheda delle domande da fare sulla gestione dei dati dei dipendenti. Funzionano bene gli esempi di aziende del loro stesso settore, raccontati con il permesso del cliente. Evita statistiche non verificabili e non promettere risparmi sul costo del lavoro: rimanda sempre a un consulente per la parte fiscale. Un HR cerca un partner che gli renda più semplice la decisione, non un elenco di vantaggi.