Campagne Email
Aggiornato 2026

Come fare email marketing per una distilleria o una grapperia

Per una distilleria o una grapperia lo strumento giusto è quello che regge pochi invii ben fatti e molti segmenti: chi viene in visita, chi compra online, chi ordina per il ristorante o per i regali aziendali. Contano il consenso raccolto in modo pulito, la possibilità di annunciare un’edizione limitata ai clienti storici prima che al resto della lista e un calendario che in Italia ruota attorno alla vendemmia, al Natale e alle strenne. Qui confrontiamo sette piattaforme con questo criterio, ricordando che gli alcolici non si vendono ai minorenni.

Strumenti consigliati

01

Omnisend

Omnisend è la scelta più coerente se la distilleria vende anche online: ti permette di distinguere chi ha comprato una grappa invecchiata da chi ha solo prenotato una visita e di aprire un’edizione limitata a un segmento prima che al resto. Il piano gratuito descritto su omnisend.com/pricing arriva a 250 contatti e 500 email al mese, quindi serve a provare ma non a coprire il periodo natalizio. Se invece vendi soprattutto in cantina e ai ristoranti, MailerLite è più semplice ed economico.

Scelta migliore

omnisend.com

02

MailerLite

Se vendi per lo più in cantina, a enoteche e ristoranti, MailerLite basta: editor semplice per raccontare la vendemmia o una nuova distillazione e landing page per le prenotazioni. Il livello Comfort costa 12 $ al mese a 500 iscritti, secondo mailerlite.com/pricing: una spesa ragionevole per chi scrive ai clienti di cantina una volta al mese. La parte ecommerce resta più leggera di quella di Omnisend.

Ideale per newsletter di racconto

mailerlite.com

03

Klaviyo

Klaviyo nasce per l’ecommerce e ha senso quando lo shop pesa davvero sul fatturato: segmenti per spesa e per prodotto acquistato, flussi dopo l’ordine, avvisi sui nuovi lotti. Il piano gratuito su klaviyo.com/pricing si ferma a 250 profili e 500 email al mese. Il limite è il costo, che cresce con i profili: per poche centinaia di appassionati è un abito troppo grande.

Ideale per shop online molto attivi

klaviyo.com

04

Brevo

Brevo ragiona sulle email inviate più che sui contatti: utile se la lista è ampia ma scrivi quattro o cinque volte l’anno. Per Starter il listino di brevo.com/pricing indica 9 $ al mese da 5.000 email, senza limite giornaliero: l’invio dell’edizione limitata parte in un colpo solo. Offre anche SMS e WhatsApp, canali che per un superalcolico richiedono la stessa prudenza su consenso ed età.

Ideale per liste grandi, invii rari

brevo.com

05

Mailchimp

Molti consulenti e agenzie lo conoscono già: segmenti, automazioni e template modificabili per le schede prodotto. Secondo mailchimp.com/pricing il piano Standard parte da 20 $ al mese per 500 contatti. Il punto debole è la crescita: con migliaia di contatti il prezzo sale a scaglioni, quindi chiedi il conto sulla tua lista reale prima di migrare i dati.

Ideale se conosci già Mailchimp

mailchimp.com

06

ActiveCampaign

Se una parte del fatturato arriva da ristoranti, enoteche e hotel che ordinano a cassette, ActiveCampaign segue quei contatti come un piccolo CRM, con automazioni che li richiamano quando il riordino tarda. Il listino su activecampaign.com/pricing parte da un piano Starter a fatturazione annuale che limita le azioni per automazione: per flussi articolati serve il livello sopra.

Ideale per vendere a ristoranti e hotel

activecampaign.com

07

HubSpot

HubSpot ha un piano gratuito che, secondo hubspot.com/pricing/marketing, include 2.000 invii di email marketing al mese con il marchio HubSpot nei messaggi: comodo per tenere nello stesso elenco distributori, ristoranti e privati. Il limite è il salto di prezzo, perché le automazioni avanzate stanno nei livelli superiori, molto più cari di MailerLite o Brevo.

Ideale per un elenco unico B2B e B2C

hubspot.com

Cosa valutare prima di scegliere

Maggiore età e prova del consenso

In Italia la vendita di alcolici ai minori di 18 anni è vietata, quindi nel modulo di iscrizione chiedi la conferma della maggiore età e non limitarti a una casella già spuntata. Lo strumento deve registrare data, ora e fonte di ogni iscrizione e supportare il doppio opt-in. Per le vendite online l’età si verifica al checkout del tuo shop, non nella newsletter.

Segmenti per canale di acquisto

Chi compra in cantina, chi ordina dal sito e chi è un ristorante o un’enoteca non vuole le stesse email. Verifica di poter creare campi personalizzati, come canale, ultima visita e ultimo lotto acquistato, e di importarli da CSV: i dati delle visite vivono quasi sempre in un foglio di calcolo o nel gestionale di cantina, non in un CRM.

Calendario tra vendemmia e strenne

Per una grapperia la distillazione delle vinacce segue la vendemmia: settembre e ottobre sono i mesi delle porte aperte e dei racconti di cantina. Da novembre arrivano confezioni regalo e strenne aziendali, con ordini B2B da chiudere entro inizio dicembre. Scegli un piano che regga i picchi: se il prezzo dipende dalle email inviate, è Natale a sforare il limite.

Liste d’attesa per lotti limitati

Un lotto di poche centinaia di bottiglie si vende con una lista d’attesa e una data di apertura. Cerca moduli con un campo prodotto, per sapere chi è interessato a quale lotto, e la possibilità di programmare l’invio all’ora esatta. Dopo l’uscita aggiorna il segmento, altrimenti chi non ha trovato posto continuerà a ricevere inviti inutili.

Collegamento con shop e spedizioni

Se vendi online, chiedi se esiste un connettore nativo con il tuo shop (Shopify, WooCommerce, PrestaShop) o solo un collegamento via Zapier, Make o export CSV: cambia chi aggiorna i dati e quanto tempo perdi. Per le spedizioni a privati in altri paesi UE le accise sono un tema a parte: confrontati con il commercialista prima di promettere consegne in newsletter.

Tono e limiti sulla comunicazione degli alcolici

Il codice di autodisciplina della comunicazione commerciale (IAP) contiene regole specifiche per le bevande alcoliche: niente messaggi rivolti ai minori e niente legame tra consumo, successo e guida. Verifica con un consulente la versione in vigore e scegli uno strumento con anteprima e invio di prova, così nessun oggetto parte senza essere riletto.

Per approfondire

Domande frequenti

Posso scrivere a chi ha comprato una sola volta in cantina?

Dipende da come hai raccolto l’indirizzo. L’art. 130, comma 4, del Codice Privacy consente di scrivere a chi ha già acquistato per proporgli prodotti analoghi, purché tu lo abbia avvisato al momento dell’acquisto e possa opporsi in ogni email. Per gli altri contatti, come i visitatori di una fiera, serve il consenso esplicito. Se hai dubbi sulla tua informativa, fai controllare il testo al consulente privacy prima del primo invio.

Ogni quanto conviene scrivere a chi segue una distilleria?

Un invio al mese regge bene, con due o tre messaggi in più concentrati nelle settimane prima di Natale. Chi si iscrive per un lotto limitato non vuole la newsletter ogni settimana: nel modulo offri la scelta tra uscite, inviti agli eventi e offerte. Se un contatto non apre nulla per sei mesi, mandagli un ultimo messaggio di conferma e poi smetti di scrivergli, anche per proteggere la reputazione del mittente.

Come riempio le visite e le degustazioni con la newsletter?

Manda l’invito sei-otto settimane prima della data, con i posti contati e un link diretto di prenotazione, e un promemoria due giorni prima dell’evento. Segmenta per regione di residenza: chi abita lontano risponde a un weekend di porte aperte, non alla degustazione del giovedì sera. Chi ha prenotato esce dalla lista degli inviti successivi, altrimenti riceve due volte lo stesso messaggio.

Hanno senso le email per vendere le strenne aziendali?

Sì, ma su una lista separata: i referenti acquisti delle aziende vanno trattati come contatti B2B, con indirizzi raccolti in modo lecito e un’informativa chiara. Verifica con il tuo consulente come comportarti con gli indirizzi nominativi. Il momento utile è tra fine settembre e fine ottobre, quando si decidono i budget regalo; a dicembre è già tardi per confezioni personalizzate. Allega un listino chiaro con minimi d’ordine e tempi di consegna.

Cosa faccio se un cliente chiede di non ricevere più email?

Cancellalo subito e senza chiedere spiegazioni: il link di disiscrizione deve funzionare con un clic e l’opposizione va rispettata anche se arriva per telefono o via Instagram. Se ha un ordine in corso, continua a inviargli le email di servizio, come conferma e tracking, che non sono marketing. Tieni una lista di esclusione con il suo indirizzo, per non reimportarlo per errore con il prossimo file CSV.

Bastano un foglio di calcolo e un CSV per gestire i contatti?

Fino a qualche centinaio di contatti sì, se le colonne sono chiare: email, canale di origine, data e testo del consenso, ultima visita, preferenza tra grappa invecchiata, gin e liquori. Aggiornalo dopo ogni evento. Quando i contatti superano il migliaio o tre persone toccano i dati, il foglio diventa un rischio e serve un CRM leggero, come gli strumenti gratuiti di HubSpot, valutando dove sono ospitati i dati.

Quali contenuti funzionano oltre alle uscite di nuovi prodotti?

Il lavoro di cantina racconta bene da solo: la scelta dell’uva o delle vinacce, la sequenza di distillazione, l’invecchiamento in botti diverse, la bottiglia numerata con il suo lotto. Aggiungi ricette di cocktail con dosi precise e abbinamenti con cioccolato o formaggi. Evita promesse di salute e inviti a bere in quantità: oltre a non essere corretti, possono scontrarsi con le regole di comunicazione sull’alcol.

Come capisco se la newsletter fa vendere davvero?

Non fermarti al tasso di apertura, poco affidabile da quando i client di posta bloccano il tracciamento. Usa link con parametri UTM verso la scheda prodotto e confronta nel tuo shop le vendite dei giorni dell’invio. Per le visite, aggiungi al modulo di prenotazione una domanda su come ha conosciuto la distilleria, con la risposta newsletter. Dopo due o tre invii capisci quali oggetti portano prenotazioni e quali solo curiosità.