Cosa valutare prima di scegliere
Modelli per il tuo calendario
Sfoglia la libreria pensando alle date in cui scrivi davvero: saldi, Natale, Pasqua, Festa della Mamma, una sagra, un open day, l’inaugurazione di una sede. Molti modelli sono ideati per mercati diversi dal nostro e hanno etichette in inglese, simboli di valuta sbagliati o blocchi che non servono. Apri tre modelli e controlla quanto testo devi cambiare: se devi riscrivere tutto, meglio partire da un modello neutro con meno decorazioni.
Adattamento al marchio in pochi minuti
Metti alla prova l’editor con il tuo logo, i tuoi colori e il carattere che usi sul sito. Verifica se puoi impostare palette e font una volta sola per tutto il modello, invece di correggere blocco per blocco, e se puoi caricare caratteri tuoi o ripiegare su caratteri sicuri per i client di posta. Chi non ha un grafico ottiene più risultati con pochi colori e molto spazio bianco che con un modello pieno di elementi.
Blocchi e modelli salvati
Il vantaggio vero arriva dal secondo invio, quando parti dal tuo modello e cambi solo i contenuti. Verifica che lo strumento ti permetta di salvare modelli e singoli blocchi (intestazione, piè di pagina, pulsante, riquadro offerta), di condividerli con colleghi o collaboratori e di non incappare in limiti troppo bassi al numero di elementi salvati nel piano che stai valutando. Un registro dei modelli evita che ognuno invii messaggi con grafica diversa.
Piè di pagina con dati e disiscrizione
Ogni modello deve ospitare in basso la ragione sociale, la sede, la partita IVA se pertinente, il link all’informativa privacy e un link di disiscrizione che funzioni con un clic. Quali dati sono obbligatori nella tua attività dipende dal tipo di comunicazione commerciale: chiedilo al consulente. Controlla anche che il piè di pagina predefinito dello strumento si possa modificare e tradurre, senza rimanere in inglese e senza il logo del fornitore se il piano lo consente.
Resa su client reali e su telefono
Un modello bello nell’editor può rompersi in Outlook o in una casella aziendale. Apri l’anteprima mobile e invia prove a caselle diverse: Gmail, Outlook, Apple Mail, Libero e Virgilio, domini che trovi ancora in molte liste italiane. Verifica nell’editor se è disponibile una modalità scura e se le immagini hanno testo alternativo, perché alcune caselle bloccano le immagini per impostazione predefinita e il messaggio deve restare leggibile anche senza.
HTML in entrata e in uscita
Se oggi lavori con un grafico o domani cambi fornitore, vorrai importare un modello scritto a mano ed esportare il tuo senza perdere il lavoro. Verifica se lo strumento accetta l’HTML personalizzato nel tuo piano, se lo conserva senza rimuovere stili e se l’esportazione produce un codice pulito. Una prova pratica: importa un file di test durante il periodo di prova, con lettere accentate e il simbolo dell’euro, e controlla come appare.
Domande frequenti
Quanti modelli mi servono davvero?
Per cominciare ne bastano tre: uno per la newsletter ricorrente, con una testata riconoscibile e blocchi di contenuto che ruoti; uno per le promozioni, con un’offerta in evidenza e un solo pulsante; uno per i messaggi brevi, come il benvenuto o il promemoria, quasi privo di grafica. Tutto il resto lo costruisci con i blocchi salvati. Una libreria con centinaia di modelli non migliora i risultati se poi usi sempre lo stesso schema.
Dove metto il testo di anteprima nel modello?
Il testo di anteprima, o preheader, è la riga che la casella mostra accanto all’oggetto. Nel modello va previsto un campo apposito, spesso nelle impostazioni della campagna, e va scritto a mano: se lo lasci vuoto molte caselle mostrano il primo testo che trovano, magari “Visualizza nel browser” o il nome del logo. Scrivi un completamento dell’oggetto, non una ripetizione, e prova come appare su telefono.
Che immagini posso usare nei modelli?
Usa immagini tue o di cui hai la licenza: foto trovate in rete non sono libere da diritti, e le raccolte gratuite hanno condizioni diverse da caso a caso, quindi leggile. Comprimi i file, indica un testo alternativo e non affidare l’informazione essenziale a un’immagine, perché alcune caselle non le caricano finché il lettore non lo permette. Fotografie dei tuoi locali, del tuo prodotto o del tuo staff sono spesso più efficaci di quelle di repertorio, e non pongono problemi di licenza.
Come evito problemi con accenti, apostrofi e simbolo dell’euro?
Il problema nasce quando il file arriva in una codifica diversa da quella prevista, e in Outlook o in alcune caselle vecchie compaiono simboli strani al posto di è, à o €. Se importi HTML scritto altrove, controlla che dichiari la codifica UTF-8 e che lo strumento non la modifichi. Fai sempre un invio di prova con parole accentate, apostrofi tipografici e importi in euro, prima di mandare una campagna vera.
Quando vale la pena far disegnare un modello su misura?
Quando i modelli della libreria ti obbligano a rinunciare a un elemento distintivo del marchio, oppure quando la tua comunicazione è abbastanza regolare da ammortizzare il costo: una catena, un’associazione con molti eventi, un negozio con collezioni stagionali. Chiedi al grafico un modello in HTML compatibile con la posta, con una versione mobile, e verifica prima che il tuo strumento lo importi senza guastarlo. Per un invio mensile a una lista piccola è un lusso.
Come preparo in anticipo i modelli per saldi, Natale e Pasqua?
Parti da un modello base e crea una copia per ogni ricorrenza con titolo, immagine e blocchi già al loro posto, lasciando vuoti solo offerta e date. Metti in calendario le scadenze per la bozza e per l’approvazione circa due settimane prima, perché a ridosso del Natale o dei saldi di inizio stagione il tempo manca. Alla fine dell’anno archivia le versioni usate, così l’anno dopo ricominci dal risultato migliore.
Cosa devo controllare se nel modello compaiono prezzi e sconti?
Se ti rivolgi a consumatori, i prezzi devono essere chiari e indicare se comprendono l’IVA, e gli sconti devono essere veri e verificabili. Per i ribassi esistono regole sull’indicazione del prezzo precedente e sui periodi dei saldi, che variano per tipo di vendita: fai controllare il testo al tuo consulente prima di fissarlo nel modello. Nei messaggi B2B i prezzi si indicano più spesso al netto dell’IVA, ma conviene scriverlo.
Un modello va bene anche per messaggi di servizio, come le conferme?
Dipende dal sistema. I messaggi di servizio, come la conferma di una prenotazione, hanno regole diverse dal marketing e di solito partono da un altro programma, come il gestionale delle prenotazioni o il negozio online. Se il tuo strumento di email marketing li invia, tieni il modello pulito, senza banner promozionali che potrebbero trasformarli in comunicazioni commerciali. Dove serve, tieni separati i modelli di servizio da quelli di marketing, anche nei nomi.