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Aggiornato 2026

Newsletter per freelance: restare in contatto tra un incarico e l’altro

Un freelance con partita IVA non ha un ufficio marketing: ha una rubrica di ex clienti, qualche preventivo rimasto senza risposta e un profilo LinkedIn. L’email serve a riprendere quelle conversazioni senza telefonare a tutti. Per liste piccole e budget vicino a zero, MailerLite è il punto di partenza più pratico: editor semplice, piano gratuito per i primi iscritti e nessun gestionale da imparare. Prima di scegliere conta i contatti che hai davvero e da dove arrivano, perché chi ti ha chiesto un preventivo non ha accettato per questo di ricevere la tua newsletter. Sotto trovi criteri di scelta, alternative e risposte pratiche.

Strumenti consigliati

01

MailerLite

MailerLite è la scelta più sensata per un freelance con una lista da poche decine a qualche centinaio di indirizzi: è semplice da imparare, ha moduli e pagine di iscrizione da mettere nel portfolio, e secondo mailerlite.com/pricing il piano gratuito arriva a 250 iscritti e 2.500 email al mese. Con 500 iscritti il piano Comfort di MailerLite parte da 12 $ al mese. Il limite è che non conosce i tuoi preventivi né le tue fatture: la fase di ogni trattativa la segni tu con un tag, oppure con un collegamento Zapier o Make da verificare.

Scelta migliore

mailerlite.com

02

Brevo

Brevo nel piano gratuito non limita i contatti salvati, fino a 100.000, ma i messaggi: 300 invii al giorno, secondo la guida ai prezzi sul suo help center. Per chi arriva con una rubrica di ex clienti e contatti raccolti negli anni è comodo, perché non devi cancellare nessuno per restare nel gratis. Attenzione: l’automazione gratuita si ferma a 2.000 contatti, quindi le sequenze automatiche valgono solo per una parte della lista.

Ideale per una rubrica già grande

brevo.com

03

Mailchimp

Se hai aperto Mailchimp anni fa per un altro progetto e le liste sono già lì, non serve traslocare per forza. Secondo mailchimp.com/pricing il piano gratuito si ferma a 250 contatti e 500 invii al mese, un limite che una rubrica di ex clienti supera presto. Prima di passare a pagamento pulisci la lista e controlla come il listino conta i disiscritti e i contatti che non aprono mai nulla.

Ideale se l’account esiste già

mailchimp.com

04

Kit (ConvertKit)

Se alla consulenza affianchi una newsletter vera, su fotografia di prodotto, traduzione tecnica o accessibilità web, Kit è pensato per chi scrive e vende contenuti. Il piano gratuito copre fino a 10.000 iscritti con moduli, pagine e invii, secondo kit.com/pricing, ma sequenze e automazioni visuali partono dal piano Creator. Per chi vuole solo riprendere i preventivi in sospeso è più di quanto serva.

Ideale per chi pubblica una newsletter

kit.com

05

ActiveCampaign

Se tieni aperte venti o trenta trattative e vuoi un promemoria quando un preventivo resta senza risposta, ActiveCampaign unisce email, CRM e automazioni condizionali. Secondo activecampaign.com/pricing, con 1.000 contatti il piano Starter costa da 15 $ al mese, con pagamento annuale e un solo utente. Per chi chiude tre incarichi l’anno è un costo fisso difficile da giustificare.

Ideale con molte trattative aperte

activecampaign.com

06

HubSpot

HubSpot offre strumenti di marketing gratuiti, e per chi vuole un posto ordinato dove tenere l’elenco delle trattative può essere un inizio. Il passaggio all’automazione email a pagamento è però ripido, e la pagina dei prezzi è americana (hubspot.com/pricing/marketing): chiedi un’offerta in euro e controlla cosa resta nel gratuito prima di importare i contatti.

Ideale per un CRM gratuito

hubspot.com

07

GetResponse

Se vuoi presentare il tuo metodo in un webinar o aprire una pagina di iscrizione per un mini corso, GetResponse mette insieme email, landing page e webinar. Secondo getresponse.com/pricing i webinar rientrano nel piano Creator e non nello Starter, e non c’è un piano gratuito permanente: per un freelance ha senso solo con un evento già in calendario.

Ideale per un webinar di presentazione

getresponse.com

Cosa valutare prima di scegliere

Chi hai davvero il diritto di scrivere

Importare la rubrica intera è l’errore più comune. Chi ti ha chiesto un preventivo senza firmare non ha dato alcun consenso alla newsletter; a un ex cliente puoi proporre, con disiscrizione semplice, servizi analoghi a quelli acquistati (art. 130 del Codice Privacy), ma per aziende e studi chiedi conferma al tuo consulente. Prima di caricare il file separa tre gruppi: consenso esplicito, ex clienti, contatti freddi. Gli ultimi lasciali fuori.

Moduli di iscrizione nel portfolio e nel sito

I nuovi iscritti arrivano da un modulo messo nel punto giusto: in fondo ai case study, accanto al pulsante di contatto, nella firma delle email. Controlla che lo strumento offra moduli da incorporare nel tuo sito (WordPress, Webflow, Squarespace o una pagina statica), una pagina di iscrizione autonoma da linkare su LinkedIn e una casella di consenso non pre-spuntata, con la conferma di iscrizione scritta in italiano.

Tag per la fase del preventivo

Un freelance ragiona per fasi: contatto, preventivo inviato, in attesa, accettato, concluso, dormiente. Servono tag o campi personalizzati per segnarle e segmenti che ne tengano conto, per esempio chi ha ricevuto un preventivo da più di dieci giorni. Se lo strumento non ha un CRM, un foglio condiviso e l’esportazione CSV fanno lo stesso lavoro. Verifica che il tag si cambi a mano in due clic, perché la fase la aggiornerai tu.

Costo reale per un budget da partita IVA

Nel regime forfettario i costi non riducono l’imponibile, perché il reddito si calcola con un coefficiente di redditività: ogni abbonamento pesa per intero, ma verifica col commercialista. Guarda dove il piano gratuito si ferma, se il prezzo sale per iscritti o per email inviate e come registrare la fattura di un fornitore estero. Un piano annuale conviene solo se sei sicuro di continuare a usarlo.

Mittente professionale e dominio autenticato

Mandare da un indirizzo gmail.com attraverso una piattaforma esterna peggiora la consegna. Usa un indirizzo sul tuo dominio, per esempio ciao@tuonome.it, e chiedi come si configurano SPF e DKIM dal pannello del registrar, che sia Aruba, Register.it o un altro. Come nome mittente usa il tuo nome e cognome: è più riconoscibile dell’etichetta di uno studio che nessuno ricorda.

Portabilità: poter andare via con i dati

Un freelance cambia strumento almeno una volta, quando la lista cresce o il prezzo non torna. Prima di scegliere guarda se esporti in CSV iscritti, tag, data e fonte del consenso, e non solo gli indirizzi. Senza la prova di quando e come una persona si è iscritta devi ripartire da una nuova richiesta di conferma. Ogni tanto salva un file di copia sul tuo computer, non solo nella piattaforma.

Per approfondire

Domande frequenti

Ogni quanto scrivere agli ex clienti senza sembrare insistente?

Per chi lavora a progetto e ha una lista piccola, un messaggio ogni tre o quattro settimane è già tanto, e due al mese è il massimo. Conta più la ragione del messaggio che la frequenza: un caso concreto chiuso da poco, una disponibilità che si libera a settembre, una guida breve. Se per due mesi nessuno apre o risponde, rallenta; a chi non risponde mai scrivi una volta l’anno, poi valuta se toglierlo.

Posso importare i contatti LinkedIn nella newsletter?

No, almeno non in blocco. Essere collegati su LinkedIn non significa aver chiesto la tua newsletter, e l’esportazione dei contatti non ti dà una base per scrivere a scopo promozionale. Usa LinkedIn per portare le persone verso una pagina di iscrizione: un post con il link, una riga nel profilo, un messaggio personale a chi ti ha detto di voler restare aggiornato. In questo modo il consenso si può dimostrare.

Cosa scrivere nel promemoria dopo un preventivo senza risposta?

Ricorda la data di validità che hai scritto nell’offerta e fai una domanda sola, a cui sia facile rispondere: il budget è cambiato? Serve una versione più snella? Evita frasi come «volevo solo sapere se hai visto». Un messaggio rivolto a una persona va mandato dalla tua casella, non da una campagna: la piattaforma di newsletter serve per le liste, non per le singole trattative. Un secondo promemoria dopo dieci giorni basta.

Serve un’informativa privacy anche con trenta iscritti?

Sì, il numero degli iscritti non cambia l’obbligo. Anche da solo sei titolare del trattamento e devi dire chi sei, quali dati raccogli, per quale scopo, per quanto tempo li conservi e come chiedere la cancellazione. Metti il link all’informativa accanto al modulo di iscrizione e nel piè di pagina di ogni email. Se hai un consulente privacy fai controllare il testo: i modelli scaricati online vanno sempre adattati alla tua attività.

Nel piè di pagina vanno partita IVA e indirizzo?

Per i siti e per le comunicazioni commerciali online esistono obblighi di identificazione di chi offre il servizio, previsti dal D.Lgs. 70/2003 sul commercio elettronico: nome, sede, contatto email e partita IVA. Metterli nel piè di pagina insieme al link di disiscrizione è una prassi corretta e rassicura chi legge. Cosa sia obbligatorio per la tua categoria professionale chiedilo al commercialista o all’ordine, se ne fai parte.

Quali sequenze automatiche conviene preparare per prime?

Parti da tre. Un messaggio di benvenuto dopo l’iscrizione, che spiega cosa riceveranno e ogni quanto. Un grazie a lavoro consegnato, con la richiesta gentile di una recensione o di una presentazione a un collega. Un ricontatto sei mesi dopo la consegna, con una domanda semplice su come sta andando il progetto. Si scrivono in un pomeriggio e si riutilizzano per anni, ritoccando solo gli esempi.

Ha senso una newsletter con meno di cento contatti?

Sì, se la usi come una lettera ben scritta a persone che ti conoscono. Con cento contatti caldi, due o tre risposte a un messaggio sincero valgono più di una lista di mille indirizzi freddi. Non leggere il tasso di apertura come un voto: con liste così piccole una persona sola sposta molti punti percentuali. Conta quante risposte, richieste di preventivo o inviti ricevi dopo ogni invio e annotalo in un foglio.

Come raccolgo contatti dopo un evento di networking?

Il biglietto da visita ricevuto a un evento non vale come consenso alla newsletter. Dopo l’incontro scrivi un messaggio personale, uno per uno, e proponi l’iscrizione con il link alla tua pagina. Se organizzi tu l’evento, una casella in più nel modulo di registrazione, non pre-selezionata, ti dà un consenso con data e testo salvati. Evita di aggiungere a mano alla lista chi ti ha solo stretto la mano.

Cosa faccio se un cliente mi chiede di essere cancellato?

Disiscrivilo subito e verifica che l’operazione valga anche per altri elenchi, tag o file esportati. La cancellazione dalla newsletter non tocca i dati che devi conservare per fatture e contratti: quelli restano nella contabilità, per i tempi previsti dalla legge, e vanno tenuti separati dai dati di marketing. Se la richiesta arriva per iscritto, rispondi per iscritto e conserva la risposta insieme alla data in cui hai eseguito la cancellazione.