Campagne Email
Aggiornato 2026

Come fidelizzare i clienti di una dark kitchen senza locale

Una ghost kitchen vende quasi tutto attraverso le app di consegna, che in genere tengono per sé nome, telefono e indirizzo di chi ordina. L’email serve a costruire un canale tuo, fatto di biglietti nel sacchetto, QR code sulle confezioni e un piccolo sito per ordinare senza commissioni. Brevo è il punto di partenza più concreto, perché manda email, SMS e WhatsApp dallo stesso account, quindi puoi provare un primo biglietto nel sacchetto senza aprire tre strumenti. Prima di scegliere verifica come arrivano i dati degli ordini diretti e dove vengono conservati. Sotto trovi criteri, alternative e risposte per chi gestisce anche più marchi virtuali.

Strumenti consigliati

01

Brevo

Brevo è la base più pratica per una ghost kitchen: chi ordina la sera risponde meglio a un SMS o a WhatsApp che a una newsletter, e i tre canali stanno nello stesso account. Il piano gratuito di Brevo (brevo.com/pricing) ha un tetto di 300 email al giorno, che un invio del venerdì sera può superare; lo Starter da 9 $ al mese lo toglie. Il limite vero è il collegamento con gli ordini: se il menu online non esporta i clienti servono un CSV o Zapier o Make, e va controllato il costo degli SMS.

Scelta migliore

brevo.com

02

MailerLite

Se hai un solo marchio e ti basta scrivere ai clienti quando cambia il menu o parte la promozione del weekend, MailerLite è il più facile da imparare e ha moduli e pagine di iscrizione adatti a chi scansiona il QR code del sacchetto. Non è lo strumento da cui partire se vuoi mandare SMS o WhatsApp agli ordini della sera, e non riceve gli ordini in automatico: chiedi se il tuo gestionale ha un connettore, un collegamento Zapier o Make, oppure solo l’esportazione CSV.

Ideale per la newsletter del menu

mailerlite.com

03

Omnisend

Se i clienti ordinano da un negozio online tuo, per esempio su Shopify o WooCommerce, Omnisend riunisce email, SMS e notifiche web, con flussi già pensati per carrello e riordino. Esiste un piano gratuito, da verificare sul listino su omnisend.com/pricing. Per una cucina che incassa quasi tutto da Glovo o Deliveroo è più strumento del necessario, perché senza ordini diretti mancano i dati con cui lavora.

Ideale se ordini da un tuo shop

omnisend.com

04

ActiveCampaign

Quando dalla stessa cucina escono tre o quattro marchi, ognuno con il suo pubblico, ActiveCampaign consente di etichettare chi ordina cosa e di costruire percorsi condizionali con un CRM già dentro. Il listino su activecampaign.com indica 15 $ al mese per il livello d’ingresso, a partire da 1.000 contatti. Con un marchio solo è eccessivo, e i flussi li deve disegnare qualcuno che abbia tempo di farlo.

Ideale per più marchi virtuali

activecampaign.com

05

Mailchimp

Chi usa già Mailchimp, magari per il sito di un altro locale, può provare un primo invio senza aprire un secondo strumento. Il costo però segue il numero di contatti, anche di quelli che non ordinano più da mesi: prima di passare a un piano superiore ripulisci l’elenco da indirizzi sbagliati e doppioni, che nelle consegne nascono spesso da un campo digitato di fretta.

Ideale se hai già un account

mailchimp.com

06

Postmark

Se hai un sistema di ordini tuo, con conferma, avviso di preparazione e rider in arrivo, quei messaggi sono di servizio e conviene tenerli separati dalle promozioni. Postmark è pensato per questo e secondo postmarkapp.com/pricing ha un piano gratuito da 100 email al mese. Non è uno strumento da newsletter e serve qualcuno che colleghi il tuo sistema via API o SMTP.

Ideale per conferme d’ordine dal tuo sito

postmarkapp.com

07

HubSpot

HubSpot nasce come CRM: lì tieni aziende, referenti e trattative, mentre l’email marketing è un modulo in più e le funzioni avanzate cambiano a seconda del livello. Se oltre ai privati servi uffici, coworking o eventi, un registro di contatti e preventivi ti serve più di una newsletter. Controlla i livelli di prezzo prima di impegnarti; per l’ordine singolo della sera non ne vale la pena.

Ideale per catering e pranzi aziendali

hubspot.com

Cosa valutare prima di scegliere

Come entrano i clienti degli ordini diretti

Le app di consegna trattengono i dati di chi ordina, quindi la lista nasce altrove: un QR code sul sacchetto, un biglietto con un piccolo vantaggio sul primo ordine diretto, un modulo sul sito. Controlla che lo strumento abbia moduli comodi da aprire dal telefono, che registri data e provenienza di ogni iscrizione e che accetti l’importazione dei clienti già raccolti con un file CSV. Senza data e fonte non potrai dimostrare il consenso se il Garante lo chiedesse.

SMS e WhatsApp per l’ordine della sera

L’ordine di una dark kitchen si decide tra le sette e le nove di sera, e un messaggio letto il giorno dopo non serve. Verifica se lo strumento invia SMS e WhatsApp oltre all’email, quanto costa ogni messaggio e se per WhatsApp i modelli vanno approvati prima dell’uso. Il consenso si raccoglie per canale: chi ti ha lasciato l’indirizzo email non ha per questo accettato messaggi sul cellulare.

Più marchi virtuali nella stessa lista

Chi gestisce una pizzeria, un marchio di poke e uno di hamburger dalla stessa cucina ha clienti diversi per ciascuno. Serve un campo o un’etichetta per marchio, così scrivi della pizza solo a chi l’ha ordinata e non mandi tre newsletter alla stessa persona. Controlla se i contatti si possono unire senza duplicarli e se nome del mittente e grafica cambiano da una campagna all’altra.

Allergeni e preferenze: cosa non salvare

Annotare «senza glutine» accanto a un cliente può rivelare una condizione di salute, e i dati sanitari rientrano nelle categorie particolari dell’art. 9 del GDPR. Per le campagne generiche non mettere intolleranze o celiachia in campi e segmenti di uno strumento generalista: segmenta per marchio e per piatto ordinato. Le informazioni sugli allergeni stanno nel menu e sul sito, non in una campagna. Nei casi dubbi chiedi al tuo consulente o DPO.

Picchi di orario e capacità della cucina

La cucina lavora a ondate: pranzo, cena, weekend, partite, giorni di pioggia. Cerca un invio programmato per fascia oraria e non solo per giorno, e controlla che un limite giornaliero di invii non ti fermi proprio il venerdì sera. Promuovere un piatto quando la cucina è già piena trasforma una vendita in un ritardo e in una recensione negativa, quindi serve poter sospendere una campagna in pochi minuti.

Costi: contatti, messaggi e commissioni

Il paragone giusto non è con altri strumenti email ma con la commissione che paghi sull’ordine passato dalla app. Un canale tuo conviene solo se abbonamento e messaggi costano meno di quanto risparmi sugli ordini che si ripetono. Controlla se disiscritti e inattivi contano nel prezzo, come si pagano gli SMS e se il piano cambia quando superi la soglia di invio giornaliera.

Per approfondire

Domande frequenti

Posso usare gli indirizzi dei clienti che mi arrivano da Glovo o Deliveroo?

In genere no. I dati che la piattaforma ti passa servono a evadere e consegnare l’ordine, e le condizioni del contratto con l’app possono vietarne il riuso per promozioni. Importarli in una lista marketing senza un consenso raccolto da te è un rischio: leggi il contratto, chiedi al tuo consulente e, per i dubbi sul trattamento, guarda le indicazioni del Garante per la protezione dei dati personali. La via sicura è invitare quei clienti a iscriversi dal tuo canale diretto.

Che cosa scrivo sul biglietto da infilare nel sacchetto?

Poche righe e un solo gesto: un QR code che porta al modulo o al tuo menu diretto, il nome del marchio e un vantaggio chiaro sul prossimo ordine fatto da te, per esempio la consegna gratuita o un dolce. Scrivi in piccolo chi è il titolare del trattamento e dove trovare l’informativa. Evita sconti che non puoi sostenere dopo il primo ordine, perché poi i clienti li aspettano a ogni volta.

Quali messaggi automatici conviene attivare per primi?

Tre bastano per cominciare. Un benvenuto con il codice del primo ordine diretto, che parte quando la persona si iscrive. Un riordino che arriva qualche settimana dopo l’ultimo ordine, scritto sul marchio che ha scelto. Una riattivazione per chi manca da un paio di mesi, più sobria e senza sconti a pioggia. Se un’automazione è lunga da costruire, rimandala: tre flussi semplici sono meglio di dieci che nessuno controlla.

Quando mi conviene scrivere nei giorni di punta e nelle chiusure?

Il calendario di una cucina da consegna segue gli eventi: la domenica sera, le partite, Sanremo, il San Valentino, il Capodanno e i ponti, quando molti locali chiudono e la domanda si sposta sul delivery. Avvisa con qualche giorno di anticipo gli orari speciali e le chiusure di Ferragosto o delle feste, perché chi trova la cucina chiusa dopo aver cliccato non ci riprova. Prepara i testi in anticipo e programmali, invece di scriverli il giorno stesso.

Come presento un nuovo marchio virtuale ai clienti che già ordinano?

Scrivi solo a chi ha ordinato un piatto affine e dì con trasparenza che il marchio nasce dalla stessa cucina. Presentare un marchio virtuale come se fosse un ristorante storico può esporti a contestazioni sulla correttezza delle informazioni ai consumatori: verifica con il tuo consulente e, in caso di dubbi sulle pratiche commerciali, guarda le indicazioni dell’AGCM. Un messaggio onesto sul fatto che esiste un nuovo menu in arrivo vale più di un nome inventato.

Serve il consenso per scrivere a chi ha già ordinato da me?

Per chi ha comprato direttamente da te l’art. 130 del Codice Privacy (D.Lgs. 196/2003) consente in certe condizioni il cosiddetto soft spam, cioè comunicazioni su prodotti simili con possibilità di opporsi a ogni messaggio. Non vale per i clienti che ti conoscono solo attraverso l’app di consegna. Il consenso esplicito, con casella non preselezionata, resta la strada più semplice da difendere, e per il tuo caso conviene sentire un consulente.

Ogni quanto posso scrivere a chi ha ordinato da me?

Dipende da quanto ordinano. Chi ti sceglie una volta alla settimana tollera una proposta settimanale legata al menu, chi ordina una volta al mese preferisce un messaggio quando c’è qualcosa di nuovo davvero. Parti da una promozione ogni sette o dieci giorni, controlla le disiscrizioni dopo ogni invio e, se salgono, riduci prima la frequenza e poi cambia l’oggetto. I messaggi di servizio, come la conferma di un ordine diretto, non contano come promozioni.

Come capisco se il canale diretto rende più delle app?

Usa un codice sconto o un QR code diverso per ogni canale, così sai da dove arriva ogni ordine diretto. Confronta il margine di quell’ordine con quello di un ordine passato dalla app, togliendo commissioni da un lato e costo dello strumento e degli SMS dall’altro. Guarda anche quanti dei clienti che hai portato sul tuo canale ordinano una seconda volta: è quel numero, e non le aperture, a dire se la lista vale.

Come evito che le conferme d’ordine finiscano nello spam?

Autentica il dominio da cui scrivi: nel pannello del fornitore trovi le istruzioni per i record SPF e DKIM e, in seconda battuta, DMARC, da inserire nella gestione DNS del tuo dominio. Meglio un indirizzo del tuo marchio che un indirizzo gratuito. Tieni separati, se puoi, i messaggi di servizio e le promozioni, usando mittenti diversi, così che un calo di reputazione di una campagna non rallenti l’avviso del rider in arrivo.