Cosa valutare prima di scegliere
Consenso e profilazione della carta fedeltà
La carta fedeltà raccoglie abitudini di spesa: profilarle per mandare offerte personalizzate richiede un consenso distinto da quello per il marketing generico, secondo le indicazioni del Garante. Chiedi se lo strumento gestisce più consensi per contatto, con data e fonte, e scegli un fornitore che ti dia un accordo di trattamento (DPA) chiaro e ti dica dove stanno i server.
Il volantino ogni settimana senza fatica
L’invio più importante è il volantino: copertina, offerte per reparto, validità da una data all’altra. Cerca blocchi prodotto da duplicare ogni settimana, la possibilità di inserire un link al volantino online e l’invio programmato. Se preparare l’email richiede più di un quarto d’ora, prima o poi qualcuno smetterà di farla.
Costo su liste da migliaia di indirizzi
Una carta fedeltà arriva facilmente a qualche migliaio di nomi. Con un invio a settimana, 3.000 contatti producono circa 12.000 email al mese: se il piano si calcola sui contatti conta il numero di nomi, se si calcola sugli invii conta il volume. Fai il conto con la tua lista reale e controlla se il piano gratuito ha tetti giornalieri.
Segmenti per punto vendita e CAP
Con più negozi o con una consegna a domicilio, i clienti vogliono le offerte del loro punto vendita. Chiedi se puoi registrare un campo punto vendita o CAP e segmentare di conseguenza. Anche un solo negozio può separare chi viene a piedi da chi vuole la spesa a casa: sono due messaggi diversi e due liste di invio.
Collegamento con cassa e programma fedeltà
Il gestionale di cassa o il programma fedeltà è quasi sempre l’origine dei dati dei clienti. Chiedi al fornitore della cassa se esporta in CSV, se espone un’API o se si collega con Zapier o Make allo strumento email, e quanto costa farlo: spesso è la voce che fa spendere più del previsto e che nessuno ha messo a preventivo.
Calendario, festività e aperture straordinarie
Il calendario del cibo ha date fisse: Natale con cesti e panettoni, Pasqua e Pasquetta, Ferragosto, i ponti del 25 aprile e del 1 maggio, il rientro di settembre. Cerca un archivio di modelli da riusare l’anno dopo e un modo semplice per avvisare delle aperture festive: un’email il giorno prima risparmia molte telefonate al banco.
Domande frequenti
Posso scrivere ai clienti che hanno solo la carta fedeltà?
Solo se, quando hai rilasciato la carta, hai raccolto un consenso specifico alle comunicazioni commerciali, distinto dalla semplice adesione al programma. La carta in sé non basta. Se i consensi mancano, chiedi una riconferma con un modulo in cassa o un’email di servizio, spiegando cosa invierai e con quale frequenza: chi non risponde resta fuori. Fai verificare il testo al tuo consulente privacy.
Ogni quanto mandare il volantino?
Una volta a settimana, sempre lo stesso giorno, a ridosso dell’inizio delle offerte o dell’uscita del volantino cartaceo. Aggiungi un secondo invio solo per eventi particolari: aperture festive, offerte lampo sui freschi, chiusure straordinarie. Se nelle settimane con due email vedi salire le disiscrizioni, torna a una sola. I clienti imparano il giorno e lo aspettano.
Cosa metto nel volantino oltre ai prezzi?
Una sezione per reparto con tre o quattro prodotti, non cinquanta; un prodotto locale con due righe sul produttore; una ricetta che usa articoli in offerta; gli orari nei giorni festivi. Ogni prezzo deve indicare la validità e le eventuali quantità limitate: le informazioni ingannevoli sulle offerte sono vietate, e un cliente che trova lo scaffale vuoto non torna a leggerti.
Come promuovo la spesa a domicilio con la newsletter?
Tratta la consegna come un servizio a parte: un’email dedicata che spiega orari, zona servita, minimo d’ordine e come ordinare, con un link o un numero WhatsApp. Segmenta per CAP e scrivi solo a chi abita nell’area coperta. Un promemoria prima di Natale e di Pasqua con il termine ultimo per avere la consegna garantita funziona più di uno sconto.
Meglio email o WhatsApp per le offerte?
Sono complementari. WhatsApp raggiunge in fretta chi ha dato il numero ed è adatto ad avvisi brevi, ma richiede consenso e rispetto delle condizioni di WhatsApp Business. L’email porta il volantino completo. Con liste di migliaia di clienti non conviene spostare tutto su un canale di messaggistica: la gestione di consensi e disiscrizioni si complica e lo storico dei messaggi si perde.
Come uso la newsletter per i prodotti in scadenza?
Un avviso mirato, mandato la mattina stessa, per i prodotti a breve scadenza del banco o dei freschi è una buona idea, ma limitalo ai clienti iscritti al punto vendita interessato. Mantieni la promessa: se annunci uno sconto sul pane del giorno o sulla gastronomia, deve essere vero e ancora disponibile quando il cliente arriva. Un’offerta finita al secondo avviso fa perdere credibilità.
Posso usare le foto dei prodotti dei fornitori?
Solo con il permesso. Le foto che i produttori mettono a disposizione per la promozione sono di solito concesse, ma leggi le condizioni; per le immagini trovate online serve una licenza. Per i prodotti locali chiedi al produttore una foto e il consenso a citarne il nome: spesso condivide a sua volta il tuo messaggio con i suoi contatti, e questo ti porta nuovi iscritti.
Come tengo pulita la lista nel tempo?
Ogni sei mesi individua chi non ha aperto né cliccato nulla, manda un messaggio di conferma con un unico pulsante per restare iscritto e rimuovi chi non risponde. Controlla anche i rimbalzi: un indirizzo che rimbalza più volte va tolto subito. Mille persone attive rendono più di cinquemila ferme, e con un piano calcolato sui contatti costano anche meno.