Campagne Email
Aggiornato 2026

Quale strumento email scegliere per una neobanca o un’app di pagamenti che vive di onboarding

Una neobanca ha un percorso lungo prima che il cliente usi davvero il conto: registrazione, verifica dell’identità, primo accredito, attivazione della carta. L’email serve a portare ciascuno al passo successivo, ma solo se riceve gli eventi giusti dall’app. Per questo il primo criterio non è l’editor: è come un developer invia gli eventi allo strumento e come tieni separati i messaggi di sicurezza da quelli di marketing. Qui confronto sei opzioni, dal sistema a eventi di Customer.io alle soluzioni più semplici, con i limiti da conoscere.

Strumenti consigliati

01

Customer.io

Customer.io è la scelta più naturale per una neobanca con un team tecnico, perché lavora sugli eventi dell’app: registrazione completata, identità verificata, carta attivata, primo accredito. Ogni evento può far partire o fermare un messaggio, e il cliente non riceve solleciti per un passo già fatto. Secondo customer.io/pricing parte da 100 $ al mese a 5.000 profili, e c’è un anno gratuito per le startup che hanno raccolto meno di 10 milioni di dollari. Il limite: un developer deve inviare gli eventi, e gli avvisi di sicurezza non devono passare da qui.

Scelta migliore

customer.io

02

Brevo

Brevo invia email, SMS e WhatsApp e include email transazionali, secondo brevo.com/pricing: per una fintech agli inizi permette di partire con liste e automazioni senza integrare subito tutta l’app. Gli eventi arrivano tramite API o webhook scritti dal tuo team: controlla nella documentazione quali puoi usare per avviare un’automazione. Senza quel lavoro resta uno strumento di liste e newsletter.

Ideale senza un developer dedicato

brevo.com

03

Loops

Loops è pensato per prodotti software: un developer invia contatti ed eventi e il marketing costruisce i messaggi. Il piano gratuito, secondo loops.so/pricing, consente fino a 4.000 invii in 30 giorni verso i 1.000 contatti più recenti. È un’ottima partenza per un’app in beta, mentre per un parco clienti già ampio e per messaggi in più canali conviene confrontare con attenzione i limiti del piano.

Ideale per un prodotto in fase iniziale

loops.so

04

ActiveCampaign

Per spingere campagne di acquisizione, inviti a presentare un amico e newsletter di prodotto con un’interfaccia più accessibile, ActiveCampaign offre automazioni e segmenti senza molto lavoro di sviluppo. Gli eventi dell’app restano da collegare: chiedi quali campi puoi aggiornare via API. Si paga per contatto e non c’è un piano gratuito.

Ideale per campagne di acquisizione

activecampaign.com

05

HubSpot

Se la neobanca vende conti a partite IVA e piccole imprese con un team commerciale, HubSpot tiene lead e trattative accanto all’email. Secondo hubspot.com/pricing tra Starter e Professional di Marketing Hub c’è un salto di prezzo molto ampio. Per un prodotto consumer con molti profili valuta con attenzione il costo.

Ideale con un team commerciale B2B

hubspot.com

06

MailerLite

Per la parte editoriale, cioè aggiornamenti di prodotto, guide di educazione finanziaria e annunci, MailerLite è semplice e poco costoso. Non gestisce eventi complessi dell’app e le email transazionali sono un prodotto separato (MailerSend). Va bene come strumento di comunicazione, non come motore dell’onboarding.

Ideale per newsletter di prodotto e di brand

mailerlite.com

07

Mailchimp

Per raccogliere iscritti prima del lancio e mandare qualche newsletter basta Mailchimp, che molti team conoscono già. Quando arrivano gli eventi dell’app e le logiche di attivazione, costo e complessità crescono: confronta con strumenti a eventi prima di costruire troppo su una lista statica.

Ideale per una lista d’attesa prima del lancio

mailchimp.com

Cosa valutare prima di scegliere

Eventi dell’app inviati dal team tecnico

Registrazione, caricamento del documento, verifica completata, carta attivata, primo accredito, primo pagamento: sono i punti su cui costruire l’onboarding. Un developer deve inviarli allo strumento insieme a un identificativo del cliente. Chiedi al fornitore quanti eventi sono compresi, come si testano e se un evento duplicato può far partire due volte lo stesso messaggio. Senza eventi affidabili l’onboarding resta una serie di newsletter a tempo, uguali per tutti.

Verifica dell’identità senza dati di dettaglio

I messaggi sulla verifica dell’identità sono delicati: segnala soltanto che manca un passo, per esempio «completa la verifica», senza indicare il motivo di un esito negativo, il documento caricato o dettagli sul rifiuto. Verifica con la compliance quali esiti si possono comunicare via email e quali solo nell’app. Non copiare nello strumento codici fiscali, IBAN o importi: il rischio è molto maggiore del vantaggio di personalizzazione.

Avvisi di sicurezza fuori dal marketing

Codici di accesso, conferme di bonifici, notifiche di operazioni sospette e avvisi sulle carte devono partire dall’infrastruttura della fintech o della banca partner, con consegna rapida e dominio dedicato. Sono messaggi di servizio e restano attivi anche se il cliente si cancella dalle promozioni. Controlla che lo strumento di marketing non possa inviarli per errore e che le due cancellazioni non si confondano tra loro.

Canale giusto per ogni messaggio

Email, notifica push, SMS e messaggio nell’app non sono intercambiabili: per un passo di verifica può bastare la push, per una promozione l’email, per un avviso urgente l’SMS. Controlla se il fornitore gestisce più canali nello stesso flusso e quali richiedono un consenso distinto. Una regola di frequenza valida su tutti i canali evita che lo stesso cliente riceva tre avvisi per un solo fatto e smetta di fidarsi di tutti.

Vigilanza e testi promozionali

Una fintech che offre conti, carte o prestiti risponde a enti di vigilanza diversi a seconda dell’autorizzazione: verifica con la tua funzione legale quali regole valgono per pubblicità e comunicazioni ai clienti. Niente promesse di rendimento o di approvazione garantita, niente cashback annunciato senza condizioni. Prevedi un passaggio di approvazione dei testi prima della pubblicazione, anche per i messaggi che partono in automatico.

Costo per profilo e uscita dal fornitore

I prezzi per profilo crescono con gli utenti registrati, anche con quelli che non hanno mai attivato il conto. Chiedi come vengono contati i profili anonimi e archiviati, se puoi eliminare in blocco chi non ha completato la registrazione e quanto tempo serve per esportare i dati. Controlla anche che il DPA e la sede dei server siano compatibili con le regole del tuo partner bancario e con i controlli sui fornitori esterni.

Per approfondire

Domande frequenti

Quanti messaggi mandare durante l’onboarding di un conto?

Meglio pochi messaggi legati ai passi che il cliente ha davvero compiuto che un calendario fisso. Pensa a quattro punti: registrazione, verifica dell’identità, carta o IBAN pronti, primo accredito. Ogni evento chiude il messaggio precedente e apre il successivo; se il cliente non fa nulla, un solo promemoria dopo qualche giorno e un secondo dopo una settimana. Evita più di un messaggio promozionale al giorno nei primi giorni, per non confonderlo con quelli di servizio.

Possiamo lanciare un invito a presentare un amico via email?

È una pratica diffusa, ma attenta alle regole sul marketing a nome di un cliente. Se l’iscritto inserisce l’indirizzo di un amico perché riceva un messaggio promozionale, il Garante ha dato indicazioni specifiche sul cosiddetto passaparola: chiedi al DPO come impostare il testo e quanti dati si possono conservare. Meglio un link personale che l’amico apre da sé, con premio spiegato in modo chiaro e condizioni scritte per intero.

Come comunicare cambi di commissioni o di condizioni?

Le modifiche alle condizioni contrattuali sono comunicazioni di legge, con tempi e canali previsti dal contratto, e le decide la compliance, non il marketing. Non annunciarle come una novità promozionale e non affidarle a un invio che il cliente può non aver richiesto. Usa il canale stabilito nelle condizioni generali e conserva la prova dell’invio. Il programma di newsletter può al massimo ricordare dove consultare le condizioni aggiornate.

Come riattivo chi ha un conto ma non lo usa?

Individua l’ultimo passo compiuto: chi ha la carta ma non ha mai pagato ha bisogno di un invito diverso da chi non ha caricato soldi. Costruisci tre percorsi, ciascuno con una sola azione richiesta, come aggiungere la carta al telefono, ricevere lo stipendio o fare un primo pagamento. Dopo due messaggi senza risposta, fermati e passa a una cadenza più lenta, senza rincorrere ogni settimana chi ha scelto un’altra banca per le operazioni quotidiane.

Come gestire clienti stranieri, fuorisede o che parlano un’altra lingua?

Molte app attirano studenti Erasmus, lavoratori stranieri e italiani all’estero. Aggiungi un campo lingua al momento della registrazione e prepara italiano e inglese, evitando la traduzione automatica nei messaggi che riguardano documenti e costi. Se chiedi un documento di identità o un codice fiscale, spiega nel messaggio quale passo manca, senza dettagli. Verifica con il consulente legale come cambiano gli obblighi quando il cliente risiede fuori dall’Italia.

Quando conviene sospendere le campagne promozionali?

Quando c’è un disservizio, un incidente di sicurezza o una campagna di phishing che imita il tuo marchio, sospendi tutto ciò che è promozionale e lascia attivi solo avvisi e comunicazioni di servizio. Prepara in anticipo un testo di scuse, approvato da legale e sicurezza, e un interruttore per fermare le automazioni di marketing in blocco. Riprendi dopo la risoluzione, non il giorno stesso, per non sembrare insensibile verso chi ha avuto un problema.

L’email può servire come canale di assistenza?

Sì, ma con regole precise. Imposta un indirizzo di risposta presidiato, non chiedere mai di inviare per email documenti, codici o dati della carta, e indirizza le pratiche sensibili all’area riservata dell’app. Il messaggio deve spiegare in due righe come ti contatta la banca partner o la fintech e come riconoscere le frodi. Con un fornitore che include un helpdesk, verifica come vengono conservati i messaggi e per quanto tempo.

Come testo i flussi senza inviare messaggi a clienti veri?

Usa un ambiente di prova collegato a un account di test dello strumento, con indirizzi interni e una lista di controllo, e simula ogni evento dell’app almeno due volte per verificare che il messaggio non parta doppio. Controlla il rendering su Gmail, Outlook, Apple Mail e su un provider italiano come Libero. Prima di attivare un flusso su clienti reali, avvia una prova su un campione ridotto e fai verificare dalla compliance testi e diciture.