Cosa valutare prima di scegliere
Rinnovi e abbonati che spariscono
Il guadagno dipende da chi rinnova. Verifica che lo strumento sappia riconoscere l’abbonato che non apre un messaggio da tre settimane, o che non apre più le schede, e che possa far partire una sequenza di recupero. Controlla anche che chi rinnova esca subito dal flusso di vendita: un abbonato che riceve un invito a comprare ciò che ha già pagato pensa che il sistema sia trascurato.
Peso, misure e infortuni: dati sanitari
Peso, percentuale di grasso, un dolore alla schiena o un intervento recente sono informazioni sulla salute, cioè dati di categoria particolare (art. 9 GDPR). Non vanno in campi o segmenti di un ESP generalista, né nei tag come «ginocchio» o «sovrappeso». Segmenta per livello e per formato scelto (casa, palestra, corsa) e tieni le schede cliniche in un archivio protetto. Chiedi al tuo DPO se la raccolta richiede un consenso esplicito.
Calendario: rientro, prova costume e festività
Le iscrizioni si concentrano a settembre, a gennaio e prima dell’estate, mentre i rinnovi calano a Ferragosto e a Natale. Servono invii programmati con settimane di anticipo, sequenze che partono dal giorno dell’iscrizione e la possibilità di mettere in pausa il programma a chi parte per le ferie. Controlla se puoi duplicare una campagna dell’anno scorso e cambiare soltanto date e prezzi.
Video, schede e area riservata
I video degli esercizi non si inseriscono davvero in un’email: si usa un’immagine con un link a una pagina o a una piattaforma esterna. Chiedi se lo strumento ospita pagine protette da accesso, o se serve un servizio a parte per le schede. Verifica il tipo di file che puoi consegnare e se un link può essere reso personale, così una scheda a pagamento non gira in dieci gruppi WhatsApp.
WhatsApp, SMS e consenso per canale
Molti clienti rispondono più volentieri su WhatsApp che alla posta. Verifica se lo strumento invia SMS o messaggi WhatsApp, come si paga ogni messaggio e se il consenso va chiesto separatamente per ciascun canale. Un numero di telefono lasciato per ricevere la scheda non autorizza automaticamente le promozioni. Scrivi nel modulo cosa riceverà la persona, su quale canale e con quale frequenza.
Costo per iscritto e piano che cresce
Ogni nuovo cliente aumenta il conto: controlla se paghi per contatti, per messaggi inviati o per entrambi, e se gli ex clienti restano nel conteggio. Una soluzione utile è archiviare chi non rinnova da dodici mesi, con un’esportazione dei dati. Verifica anche cosa si perde passando al livello inferiore: molte funzioni come webinar e sequenze illimitate stanno solo nei livelli alti.
Domande frequenti
Cosa mando nei primi sette giorni a chi compra un programma?
Il primo messaggio conferma l’acquisto e porta alla scheda, con una riga su come contattarti. Il secondo, dopo due giorni, chiede una cosa semplice: hai già fatto il primo allenamento? Il terzo, alla fine della prima settimana, ricorda dove trovare i video e propone una domanda facoltativa sul programma. Non chiedere nulla di sanitario nei messaggi automatici: se un infortunio sorge, la persona ti risponde direttamente e tu la inviti a sentire il medico.
Quanto spesso posso scrivere a clienti e iscritti senza stancarli?
Ai clienti con un programma attivo bastano due o tre messaggi a settimana, legati all’allenamento: il promemoria della seduta e un consiglio. Agli iscritti che non hanno ancora comprato, una newsletter a settimana e, durante un’apertura delle iscrizioni, un messaggio ogni due giorni per al massimo dieci giorni. Chiedi a chi si iscrive se preferisce un ritmo più rado: chi può scegliere la frequenza si disiscrive meno spesso di chi la subisce.
Posso usare foto e risultati dei clienti nelle campagne?
Le foto prima e dopo mostrano il corpo di una persona, e possono rivelare informazioni sulla salute: servono un consenso scritto e specifico per quell’uso, revocabile in qualsiasi momento. Molti coach scelgono di non pubblicarle. Anche le promesse di risultato («meno dieci chili in sei settimane») sono rischiose, perché cambiano da persona a persona. Racconta il metodo e le abitudini, e lascia che siano i clienti a decidere cosa dire di sé.
Quale contenuto gratuito convince a provare un coaching a pagamento?
Un allenamento breve, di venti minuti, senza attrezzi, con la spiegazione di come progredire dopo, mostra come lavori. Funzionano anche la risposta a una domanda frequente («come riprendo dopo una pausa?») e un piccolo programma di sette giorni. Evita di dare un piano completo gratis: chi lo scarica non ha motivo di pagare. Chiudi con un solo invito alla prova o alla chiamata di conoscenza, e indica chiaramente prezzo e durata.
Come uso l’email per ridurre gli abbandoni dopo il primo mese?
Il momento critico è la terza o quarta settimana, quando l’entusiasmo cala. Programma un messaggio alla fine della seconda settimana con un piccolo traguardo raggiunto, per esempio «hai completato otto sedute», e uno alla quarta con la proposta di rivedere insieme il programma. Chi non apre le schede da dieci giorni riceve un messaggio personale e breve. Non usare toni di colpa: chi si sente giudicato smette di rispondere.
Ci sono regole da conoscere per vendere abbonamenti online a consumatori?
Sì: chi vende servizi a distanza a un consumatore deve fornire informazioni precontrattuali chiare su prezzo, durata, rinnovo e diritto di recesso, con eccezioni per i contenuti digitali già avviati. Indica nell’email di conferma come disdire e quando scade il rinnovo. Per la parte fiscale, ricevuta o fattura, e per il tuo inquadramento, parla con il commercialista. Una disdetta facile riduce le contestazioni e gli addebiti non voluti.
Posso parlare di alimentazione e integratori nelle email?
Puoi dare indicazioni generali sulle abitudini, come bere durante l’allenamento o preparare un pasto prima di una seduta. Piani alimentari personalizzati e diete sono invece attività riservate a professionisti sanitari abilitati, come biologi nutrizionisti, dietisti e medici. Sugli integratori evita indicazioni che promettono effetti sulla salute e non mettere link di affiliazione senza dichiararli. Per una consulenza alimentare invia la persona a un professionista abilitato con cui collabori.
Come organizzo una sfida di gruppo di trenta giorni?
Fissa una data di partenza e una di chiusura delle iscrizioni, manda un messaggio di benvenuto con le regole e un promemoria il giorno prima. Durante la sfida un messaggio al giorno è accettabile, se la serie è dichiarata e finisce. Non pubblicare classifiche con nomi e pesi o misure dei partecipanti: la comparazione del corpo scoraggia e riguarda dati sulla salute. Scegli piuttosto traguardi comuni, come i giorni completati o i chilometri camminati.
Quali numeri mi dicono se il coaching funziona come attività?
Il tasso di rinnovo a tre mesi, il numero di clienti che completano il programma e quanti nuovi arrivano da un invito di un cliente sono i dati che contano per il conto economico. Annotali in un foglio, con date e provenienza, non nello strumento email. Le aperture dicono poco, mentre i clic sul link alla scheda dicono se il cliente è attivo. Non ricavare dagli allenamenti alcun parametro sulla persona e non conservare dati di dispositivi indossabili nel sistema di marketing.
Cosa dico a chi ha un infortunio o una condizione medica?
Che prima di cominciare è bene parlare con il medico, e che il programma non sostituisce un parere sanitario. Inserisci questa frase nel modulo d’acquisto e nelle prime email. Se una persona ti dice di avere un problema, rispondi di persona, adatta la scheda solo dopo averne parlato con lei e non incollare quell’informazione nell’elenco della newsletter. Per le certificazioni richieste dalla tua attività sportiva e per l’assicurazione, verifica con il tuo consulente.