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Aggiornato 2026

Email marketing a consumo: pagare solo quando mandi, per chi ha stagioni e mesi vuoti

Chi manda una campagna per Natale, una per Pasqua e una per la sagra di settembre non vuole pagare dodici mesi un abbonamento. Il vero pagamento a consumo, però, è raro: quasi tutti i listini sono canoni mensili calcolati sui contatti o sulle email del mese. Brevo si avvicina di più a quel modello perché il prezzo segue le email inviate e non solo la dimensione della lista. Prima di scegliere guarda se paghi per invio o per contatto, se i crediti scadono e se il fornitore permette di sospendere o scendere di livello nei mesi senza invii.

Strumenti consigliati

01

Brevo

Brevo è il più vicino al pagamento a consumo tra gli strumenti con editor e automazioni: secondo brevo.com/pricing la cifra segue le email mensili scelte e Starter costa 9 $ al mese da 5.000 email, senza limite giornaliero. Resta un abbonamento mensile, non un pacchetto di crediti: nei mesi in cui non invii paghi comunque il livello, a meno che il fornitore ti lasci tornare al gratuito, e va verificato. Se hai uno sviluppatore, per le sole ricevute c’è un’alternativa più vicina al consumo.

Scelta migliore

brevo.com

02

Moosend

Moosend è l’unico di questa pagina che mostra pacchetti di crediti: secondo moosend.com/pricing 350.000 crediti email costano 350 $ e 500.000 ne costano 500 $, oltre al livello Pro, a 7 $ al mese a 500 contatti con pagamento annuale. I pacchetti sono grandi per una piccola attività; non abbiamo letto durata, scadenza dei crediti né pacchetti più piccoli: chiedili per iscritto prima di acquistare.

Ideale per chi acquista pacchetti di crediti

moosend.com

03

MailerLite

MailerLite non fa pagare per invio ma per iscritti: secondo mailerlite.com/pricing Comfort costa 12 $ al mese a 500 iscritti e Power 25 $ con email illimitate. Per chi manda tanto a pochi iscritti è prevedibile; chi manda una volta l’anno a molti iscritti paga anche i mesi vuoti. Controlla se puoi tornare al gratuito quando riduci la lista.

Ideale per chi paga per iscritti, non per invio

mailerlite.com

04

Mailchimp

Mailchimp fa pagare per contatti, con fasce che crescono in fretta: secondo mailchimp.com/pricing Standard costa 20 $ a 500 contatti e 100 $ da 2.501 a 5.000. Non risulta un listino a consumo tra quelli letti: se qualcuno ti propone crediti a pacchetto, chiedi dove sono scritti, la scadenza e quali funzioni restano escluse prima di pagare.

Ideale per chi conosce già il piano a contatti

mailchimp.com

05

GetResponse

GetResponse ha invii illimitati e il prezzo segue la dimensione della lista: secondo getresponse.com/pricing Starter costa 19 $ al mese a 1.000 persone, con pagamento mensile, e una sola automazione. Conviene a chi manda spesso, non a chi manda poche volte l’anno: nei mesi vuoti paghi comunque la fascia. Non esiste un piano gratuito, solo una prova a tempo; chiedi se puoi sospendere l’abbonamento senza perdere la lista.

Ideale per invii frequenti a una lista piccola

getresponse.com

06

Omnisend

Per una vetrina che si accende a dicembre e dorme d’estate, il gratuito di Omnisend lascia scrivere 500 email al mese a 250 contatti, secondo omnisend.com/pricing: due campagne a poche persone ci stanno, un elenco più lungo no. I livelli a pagamento mostrano tariffe promozionali per i primi tre mesi, perciò non le riportiamo: leggi la cifra a regime e quanto costa il quarto mese prima di iscriverti, soprattutto se pensi di sospendere dopo Natale.

Ideale per un negozio con picchi stagionali

omnisend.com

07

Postmark

Se hai uno sviluppatore e ti servono solo ricevute e promemoria, Postmark è il più vicino al consumo: per postmarkapp.com/pricing il piano gratuito si ferma a 100 email al mese, senza superamenti, e Basic costa 15 $ al mese a 10.000 email. Per newsletter e liste verifica quali funzioni offre; l’integrazione, il consenso e la disiscrizione restano a carico tuo.

Ideale se hai uno sviluppatore

postmarkapp.com

Cosa valutare prima di scegliere

Per invio o per contatto

Un listino a consumo vero e proprio paga ogni messaggio; i listini per contatto fanno pagare la lista anche se non scrivi. Brevo e Postmark seguono le email mensili; MailerLite, Mailchimp e GetResponse seguono le persone in lista. Se mandi due campagne l’anno a 3.000 contatti, il secondo modello ti fa pagare dodici mesi per due invii. Calcola il costo per messaggio nel tuo anno tipo, non nel mese migliore.

Crediti che scadono

Se compri crediti, chiedi per iscritto quanto durano, se sono rimborsabili e che cosa succede alla scadenza: la pagina di Moosend non indica queste condizioni per i pacchetti letti. Un credito che scade a fine anno non ti protegge se la tua stagione dura diciotto mesi. Per una sagra annuale o un evento ogni due anni, chiedi se il residuo si può usare in una campagna successiva.

La taglia minima del pacchetto

I due pacchetti letti sul listino di Moosend sono da 350.000 e 500.000 crediti, pensati per volumi che una piccola attività italiana raramente raggiunge: con una lista di 3.000 contatti basterebbero per più di cento campagne. Prima di scegliere un modello a pacchetti calcola quante email invii davvero in un anno e confrontalo con la taglia più piccola disponibile: se la differenza è enorme, un abbonamento breve costa meno.

Funzioni riservate agli abbonati

Chi paga a consumo spesso rinuncia a qualcosa: automazioni, segmenti, test A/B o più utenti. Brevo comprende automazione e test A/B dal livello Standard, a 18 $, e nel gratuito pone un limite alle automazioni; GetResponse Starter ha una sola automazione. Elenca i messaggi che vuoi automatizzare, per esempio benvenuto e promemoria dopo l’acquisto, e controlla che la formula che scegli li comprenda.

Il punto in cui conviene l’abbonamento

Fai la prova con numeri tuoi. Con Postmark 10.000 email in un mese costano 15 $; con Brevo Starter 5.000 email costano 9 $ al mese, ma la formula copre ogni mese. Se in un anno invii 10.000 email tutte a dicembre, un abbonamento breve di un mese pesa quanto un pacchetto; se le invii a rate di 1.000 al mese, il piano gratuito di Brevo, con il suo tetto giornaliero, può bastare. Rifai il conto ogni trimestre.

Picchi di stagione e mesi vuoti

Pensa al calendario reale: Natale, Pasqua, Ferragosto, i saldi invernali ed estivi, la vendemmia, le sagre, il rientro a settembre. Per ogni picco indica quante email mandi e a quanti contatti. Poi chiedi al fornitore se puoi scendere di livello, sospendere o tornare al gratuito nei mesi vuoti, e se un abbonamento annuale ti vincola. Segna sul calendario la disdetta almeno una settimana prima del rinnovo.

Per approfondire

Domande frequenti

Esiste davvero un’email marketing a consumo?

In senso stretto è rara. Tra i listini letti solo Moosend mostra pacchetti di crediti, e sono grandi. Gli altri sono canoni mensili calcolati sui contatti, come MailerLite, Mailchimp e GetResponse, oppure sulle email del mese, come Brevo. Per la sola posta di servizio alcuni fornitori per sviluppatori calcolano il volume: Postmark parte da 15 $ al mese a 10.000 email. Chi parla di consumo per una newsletter spesso intende un abbonamento breve: chiedi sempre che cosa paghi se non invii.

Quanto costa mandare una sola campagna a 3.000 contatti?

Dipende dal modello. Con un listino per volume il costo segue le email di quel mese: Brevo Starter parte da 5.000 email al mese per 9 $, mentre sul gratuito 3.000 email richiedono dieci giorni di invio per via del tetto giornaliero. Con un listino per contatti paghi la fascia: Mailchimp a 3.000 contatti sta nella fascia da 100 $, secondo il listino americano. Fai la simulazione con il tuo numero sullo slider e considera anche il mese dopo l’invio.

Quanto rischio restare mesi senza inviare e poi scrivere a tutta la lista?

Il rischio è la reputazione. Dopo mesi di silenzio una lista grande che riceve di colpo una campagna può generare segnalazioni di spam e rimbalzi, perché molti si sono dimenticati di te. Prima dell’invio togli gli indirizzi che rimbalzavano, manda a un primo gruppo di contatti attivi e poi al resto, e ricorda nel testo perché ricevono il messaggio. Se la lista è vecchia di anni, valuta di chiedere una conferma di interesse.

Con un tetto di invio giornaliero quanti giorni servono per una campagna?

Dividi la lista per il tetto scritto sul listino: con un limite di 300 invii al giorno una campagna a 1.200 contatti richiede quattro giorni, una a 2.000 circa sette. Controlla se il conteggio include anche le email automatiche, perché un benvenuto partito lo stesso giorno consuma la stessa quota. Se la data conta, come per un evento o una promozione di un solo giorno, scegli un livello senza limite giornaliero: secondo brevo.com/pricing Starter lo toglie.

Come tengo i contatti tra una stagione e l’altra senza problemi di privacy?

Conserva solo chi ha dato un consenso al marketing e per un tempo ragionevole: un contatto che non ha aperto nulla da anni va cancellato o rinnovato con una richiesta. Annota data e fonte del consenso, e non ricaricare liste vecchie senza una nuova base valida. Il periodo di conservazione lo fissi nell’informativa: chiedi al DPO o al consulente un tempo coerente con la stagionalità della tua attività.

Posso usare un servizio per sviluppatori come Postmark per la newsletter?

Si può inviare, ma il resto è tuo: editor, elenco dei contatti, disiscrizione, consenso e statistiche. I servizi pensati per la posta di servizio possono avere regole d’uso diverse per l’invio promozionale: controlla le condizioni e come si gestiscono i flussi per messaggi di marketing. Per una newsletter con liste e campagne, meglio uno strumento con editor, a meno che tu non abbia uno sviluppatore che costruisca tutto.

Come confronto due listini con unità diverse?

Riporta tutto allo stesso scenario: quante email e a quanti contatti in ciascun mese dell’anno. Per i listini a volume moltiplica per i mesi in cui invii davvero; per quelli a contatti conta dodici mesi della fascia. Aggiungi gli extra: SMS, WhatsApp, utenti in più, dominio dedicato. Alla fine leggi il costo dell’anno, non quello del mese migliore, e chiedi se le cifre sono IVA esclusa.

Quando conviene passare dal consumo a un abbonamento fisso?

Quando mandi con regolarità e il costo cumulato dei pacchetti supera quello del canone. Un criterio pratico: se ogni mese invii almeno la quantità inclusa nel livello più basso, l’abbonamento ti dà anche automazioni e statistiche. Rivedi la scelta dopo le due stagioni più forti dell’anno, con i numeri veri alla mano, e non all’inizio, quando le stime sono sempre ottimistiche.

Come proteggo il budget se una campagna va oltre il previsto?

Imposta un tetto di spesa se il fornitore lo permette e controlla in anticipo il prezzo delle email oltre la quota inclusa: alcuni livelli addebitano il superamento, altri bloccano l’invio. Prima di inviare conta destinatari e messaggi automatici attivi nello stesso periodo. Tieni un file con il costo reale di ogni campagna e confrontalo con le vendite che l’hanno seguita: dopo tre campagne saprai se vale ripeterle.