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Aggiornato 2026

Changelog via email: far leggere le novità del software a chi lo usa

Chi usa il tuo software vuole sapere che cosa cambia nel suo lavoro, non leggere l’elenco di ogni correzione. Per un gestionale, un’app o un servizio in abbonamento l’email serve a tre cose: presentare una funzione nuova a chi ne trae vantaggio, avvisare di modifiche che toccano dati, condizioni o prezzi, e riportare nel prodotto chi non lo apre da settimane. Brevo è il punto di partenza più equilibrato per un team piccolo, con segmenti per piano, piano gratuito e avvisi di servizio nello stesso account. Customer.io e Loops convengono se un programmatore può inviare gli eventi dell’app.

Strumenti consigliati

01

Brevo

Brevo è la scelta più equilibrata per un software con poche migliaia di utenti: i segmenti per piano o per data di iscrizione si costruiscono dai campi del contatto, e gli avvisi di servizio possono partire dallo stesso account delle novità. Su brevo.com/pricing le automazioni restano incluse nel piano gratuito finché i contatti non superano i 2.000, e Starter parte da 9 $ al mese. Il limite è l’uso del prodotto: per segmentare sulle funzioni davvero usate qualcuno deve inviare eventi dall’app, e lo strumento da solo non basta.

Scelta migliore

brevo.com

02

Customer.io

Se l’app può inviare a Customer.io eventi come «ha creato il primo progetto» o «non entra da due settimane», ogni novità arriva solo a chi usa la funzione collegata. Il costo è la soglia: il listino su customer.io/pricing indica Essentials a 100 $ al mese per 5.000 profili, e il prezzo cresce con i profili, non con le email. Serve uno sviluppatore che invii gli eventi.

Ideale per segmentare sull’uso del prodotto

customer.io

03

Loops

Loops è pensato per i software in abbonamento: eventi dall’app, segmenti per piano e newsletter di prodotto nello stesso posto. Il listino su loops.so/pricing prevede un piano gratuito per i 1.000 contatti più recenti con 4.000 invii in 30 giorni; a circa 10.000 iscritti la lettura dello slider indica 99 $ al mese. Interfaccia in inglese; chiedi dove risiedono i dati e se c’è un accordo di trattamento.

Ideale per una startup con pochi utenti

loops.so

04

ActiveCampaign

ActiveCampaign combina campi, etichette e condizioni, quindi la stessa novità può prendere strade diverse per amministratore, utente base e cliente in prova. Secondo activecampaign.com/pricing il livello Starter costa 15 $ al mese per 1.000 contatti con pagamento annuale, ma ha un solo utente e 5 azioni per automazione. Non esiste un piano gratuito: per un riepilogo trimestrale a una lista piccola è spesso più di quanto serva.

Ideale per novità diverse per ruolo e piano

activecampaign.com

05

MailerLite

Se basta una newsletter di novità al mese a poche centinaia di utenti, MailerLite è lineare e costa poco: un invio mensile resta sotto il tetto di 2.500 email del piano gratuito, e oltre c’è Comfort da 12 $ al mese a 500 iscritti (mailerlite.com/pricing). L’email transazionale non è inclusa, quindi gli avvisi di servizio richiedono un prodotto separato, e gli eventi dell’app un collegamento da verificare.

Ideale per un riepilogo mensile semplice

mailerlite.com

06

Kit (ConvertKit)

Per un software che vive di community, con un fondatore che scrive in prima persona, Kit, il vecchio ConvertKit, è adatto. Secondo kit.com/pricing il piano gratuito arriva a 10.000 iscritti ma senza sequenze né automazioni visuali, che partono dal livello Creator a 33 $ al mese per 1.000 iscritti con pagamento annuale. È pensato più per autori e creatori che per account aziendali.

Ideale per un prodotto con community di lettori

kit.com

07

HubSpot

Se ogni cliente ha un referente commerciale e le novità servono anche a preparare rinnovi e ampliamenti, HubSpot tiene contatto, azienda e trattativa nello stesso posto. Il listino americano su hubspot.com/pricing/marketing va da 7 $ al mese per Starter, con automazione fino a 10 azioni, a 800 $ al mese per Professional: un salto grande per un team piccolo. Per novità a utenti self-service è più CRM che email.

Ideale per software venduto con trattative

hubspot.com

Cosa valutare prima di scegliere

Segmenti per piano e per funzioni usate

Una novità interessa solo a chi può usarla. Controlla che i campi del contatto possano contenere il piano, la data di iscrizione, il ruolo e, se l’app li invia, gli eventi sull’uso delle singole funzioni. Senza questi dati puoi dividere soltanto per liste, che si aggiornano a mano e col tempo diventano un archivio di indirizzi senza contesto. Chiedi al fornitore se i campi si aggiornano da un collegamento, da un file o solo dall’interfaccia.

Avvisi di servizio separati dalle novità

L’avviso di una manutenzione, di un cambio di condizioni o di una scadenza ha natura diversa dal racconto di una funzione nuova: il primo riguarda il rapporto già in corso, il secondo ha spesso un fine promozionale e, a seconda dei casi, può richiedere un consenso. Verifica che lo strumento tenga i due flussi distinti, con mittente e opzioni di uscita propri, e fai valutare la distinzione al tuo consulente o DPO.

Dati dell’app: eventi, collegamenti o solo CSV

L’ostacolo vero non è l’editor ma il passaggio dei dati. Chiedi a chi sviluppa l’app se può inviare eventi, e chiedi al fornitore se li accetta via API, se esiste un connettore nativo, un collegamento Zapier o Make oppure solo l’importazione CSV. Con un file settimanale i segmenti sono sempre un po’ in ritardo: per un riepilogo mensile può bastare, per un messaggio legato a un’azione dell’utente no.

Calendario delle uscite e delle release

Le novità seguono il ritmo delle release, ma chi usa un software per lavoro segue il calendario della propria attività: a metà agosto, nelle settimane di Natale e nei giorni di chiusura contabile molte email di prodotto restano ferme. Scegli uno strumento con programmazione semplice e decidi una cadenza, mensile o per ogni release importante, invece di scrivere a ogni correzione. Le modifiche minori stanno meglio in una pagina di changelog sul sito.

Clic per funzione, non solo aperture

Il numero di aperture dice poco, anche perché alcuni programmi di posta caricano le immagini in automatico e falsano il conteggio. I clic sul link di ogni funzione mostrano invece che cosa interessa davvero. Controlla che il report li mostri per link e per segmento e che si possano esportare, così da incrociarli con i ticket di assistenza e con l’uso reale del prodotto prima di decidere che cosa mettere in primo piano nel messaggio successivo.

Preferenze, cancellazione e costo per contatto

Chi usa il prodotto per lavoro vuole poter scegliere «solo avvisi importanti» senza lasciare tutto. Cerca un centro preferenze o almeno due liste distinte, e controlla come si conta il costo: per contatto, per profilo o per invio. Gli utenti che hanno chiuso l’account continuano a pesare sul conto finché non li cancelli, e va cancellato anche chi ha chiesto la rimozione dei dati. Simula il prezzo con la base utenti che avrai tra un anno.

Per approfondire

Domande frequenti

Ogni quanto conviene scrivere agli utenti delle novità?

Una volta al mese, oppure a ogni release che cambia davvero il lavoro di qualcuno, non a ogni correzione. Tieni un archivio pubblico delle modifiche sul sito e manda per email solo il riepilogo, con tre o quattro punti e un link per ciascuno. Sospendi gli invii nelle settimane in cui molti utenti sono lontani, come a metà agosto, e durante una migrazione: in quel caso l’avviso di servizio ha la precedenza su qualsiasi novità.

Come si scrive un riepilogo delle novità che venga letto?

Apri con il problema che la funzione risolve, nella lingua di chi usa il software: «Ora esporti la fattura in due clic» dice più di «Nuovo modulo export». Una funzione per paragrafo, un’immagine solo se spiega qualcosa, un pulsante che porta alla schermata giusta del prodotto. Chiudi indicando dove segnalare un problema. Evita il gergo interno dei programmatori, i numeri di versione e le promesse su funzioni non ancora pronte.

Posso scrivere a chi è in prova gratuita o ha il piano free?

Dipende da ciò che gli hai detto all’iscrizione. Chi si è registrato per provare il prodotto ha ricevuto un’informativa; l’art. 130 del Codice Privacy ammette in certi casi comunicazioni su servizi analoghi a chi è già cliente, con possibilità di opporsi, ma una prova gratuita non coincide sempre con un acquisto. Per le novità promozionali raccogli il consenso con una casella distinta e fai verificare il caso dal tuo DPO.

Un avviso di manutenzione o di modifica delle condizioni è marketing?

In genere no: la manutenzione programmata, il cambio di condizioni o la scadenza di un servizio riguardano il rapporto già in corso. Per questo conviene un invio separato, con mittente e oggetto riconoscibili, e non dentro il riepilogo delle novità. Per modifiche contrattuali, prezzi o trattamento dei dati contano il contratto e il GDPR, compresi i termini di preavviso: scrivi il testo con il consulente legale e conserva la prova dell’invio.

Come gestisco utenti italiani e stranieri nella stessa lista?

Aggiungi al contatto un campo lingua, riempito all’iscrizione o dalle impostazioni dell’app, e prepara due versioni del messaggio. Non tradurre in automatico le novità tecniche: il nome di una funzione deve coincidere con quello che l’utente vede nel prodotto in quella lingua. Se una funzione esiste solo in una lingua, dillo. Controlla che lo strumento permetta di duplicare un messaggio per segmento senza ricostruirlo da capo.

Meglio un’email molto grafica o una sobria, quasi in testo semplice?

Per un pubblico tecnico o per un software da professionisti funziona spesso meglio un messaggio sobrio, scritto in prima persona dal fondatore o dal responsabile prodotto, con un logo e qualche schermata. Un modello molto illustrato somiglia a una promozione e toglie peso agli avvisi importanti. Prova entrambe le versioni su due segmenti simili e confronta i clic sui link. Inserisci sempre una versione in testo e un oggetto che nomini la funzione.

Come annuncio la fine di una funzione o un aumento di prezzo?

Con largo anticipo e senza il tono della newsletter: che cosa cambia, da quando, che cosa deve fare l’utente e dove trova assistenza. Manda un primo avviso, un promemoria vicino alla data e una conferma a modifica avvenuta. Gli obblighi di preavviso dipendono dal contratto e dal tipo di cliente, quindi fai rivedere il testo a chi cura i tuoi contratti. Se qualcuno risponde, deve leggerlo una persona, non una casella noreply.

Come capisco se le novità aiutano a non perdere clienti?

Non bastano le aperture. Confronta, in un periodo definito, chi ha ricevuto e cliccato una novità con chi non l’ha fatto, e guarda due dati del tuo prodotto: l’uso della funzione annunciata e le disdette dei mesi successivi. La correlazione non prova la causa, perché chi apre le email è già un utente più coinvolto. Annota i risultati in un foglio trimestrale e affiancali ai ticket di assistenza: se le domande su quella funzione calano, il messaggio ha funzionato.

Come evito che le email di prodotto finiscano in spam?

Invia da un dominio che controlli, con SPF, DKIM e DMARC configurati secondo le istruzioni dello strumento, e usa un mittente riconoscibile. Non mescolare avvisi di servizio e promozioni nello stesso flusso: se una promozione genera segnalazioni, la reputazione ne risente anche per il resto. Elimina gli indirizzi che rimbalzano e chi non apre da molti mesi. Prima di un invio ampio manda una prova a caselle Gmail, Outlook, Libero e Virgilio e guarda dove arriva.