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Aggiornato 2026

Newsletter di una casa editrice: lettori, librai e stampa senza mescolare le liste

Una casa editrice non ha un pubblico solo: scrive ai lettori che vogliono sapere cosa esce, ai librai che decidono quanti titoli tenere in vetrina, ai giornalisti che cercano una copia da recensire e agli autori che chiedono notizie. Mailchimp è un buon punto di partenza, perché con tag e segmenti tiene separati questi mondi in un solo account. Prima di scegliere guarda dove stanno oggi i contatti: spesso in un foglio Excel, nel gestionale di magazzino o nella posta dell’ufficio stampa. Più sotto trovi le alternative per ogni caso e le domande che ci si pone prima di una fiera o di un lancio.

Strumenti consigliati

01

Mailchimp

Mailchimp è la scelta più pratica per una casa editrice piccola o media che deve scrivere a lettori, librai e stampa con messaggi diversi: tag e segmenti permettono di tenere un solo elenco con tre pubblici. Il listino su mailchimp.com/pricing indica un piano gratuito con 250 contatti e 500 invii al mese, che una lista di lettori supera in fretta. Il limite è il costo: con 2.501-5.000 contatti il piano Standard parte da 100 $ al mese, secondo mailchimp.com/pricing/marketing, quindi conviene tenere la lista pulita.

Scelta migliore

mailchimp.com

02

ActiveCampaign

Se la casa editrice tratta con librerie indipendenti, catene e distributori come con dei clienti (primo contatto, invio dell’anteprima, ordine, riassortimento), ActiveCampaign unisce email e CRM con automazioni condizionali. Costa più di uno strumento da newsletter e il livello d’ingresso limita le azioni per ogni automazione: chiedi quante te ne servono. Per le sole uscite verso i lettori è più di quanto serva.

Ideale per seguire librai e distributori

activecampaign.com

03

Brevo

Se scrivi poche volte l’anno a una lista ampia, raccolta in anni di presentazioni e fiere, Brevo basa i piani soprattutto sul volume di email e non solo sul numero di contatti. Secondo il suo help center il piano gratuito ha un tetto di 300 invii al giorno: bastano per librai e stampa, non per un lancio a tutti i lettori, che richiede un piano a pagamento.

Ideale per liste grandi e lanci rari

brevo.com

04

MailerLite

Per una redazione di due o tre persone che manda una newsletter al mese con le novità e qualche anteprima, MailerLite offre un editor molto semplice e pagine di iscrizione. Il piano gratuito, per quanto dice il sito, arriva a 250 iscritti e 2.500 email al mese. Non conosce il catalogo né il magazzino: copertine e dati dei titoli si inseriscono a mano oppure da un file CSV.

Ideale per un piccolo editore indipendente

mailerlite.com

05

Beehiiv

Se vuoi una vera newsletter editoriale, con estratti, interviste agli autori e magari un abbonamento a pagamento, beehiiv nasce per questo: archivio web e iscrizioni stanno nello stesso strumento. Secondo beehiiv.com/pricing il piano gratuito arriva a 2.500 iscritti. È pensato per chi pubblica newsletter, non per gestire librai e distributori: controlla anche come funzionano pagamenti e fatturazione dall’Italia.

Ideale per una newsletter di lettura

beehiiv.com

06

Kit (ConvertKit)

Molti autori hanno già un seguito e una newsletter loro, e la casa editrice può appoggiarsi a quel pubblico per un lancio. Kit è pensato per chi scrive e vende contenuti: il piano gratuito arriva a 10.000 iscritti, ma sequenze e automazioni visuali partono dal piano Creator, come indica kit.com/pricing. Metti per iscritto di chi è la lista e chi risponde del consenso.

Ideale per autori con una lista propria

kit.com

07

HubSpot

Se vendi diritti a editori stranieri o gestisci ospiti e appuntamenti alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, serve un CRM che conservi la storia di ogni contatto. HubSpot lo fa, ma il listino pubblico è in dollari e va chiesto in base ai contatti e alle postazioni: richiedi un preventivo per il tuo caso prima di impegnarti, perché la distanza tra i piani è molto ampia.

Ideale per diritti, estero e fiere

hubspot.com

Cosa valutare prima di scegliere

Tre pubblici nello stesso elenco

Lettori, librai, giornalisti e autori leggono messaggi diversi e sono stati raccolti in modi diversi. Verifica che lo strumento permetta tag o gruppi su un unico contatto, e che chi si cancella dalla newsletter per i lettori non sparisca anche dalle comunicazioni ai librai, o viceversa. Prima dell’importazione separa il file dell’ufficio stampa da quello degli iscritti: le due liste nascono con consensi diversi.

Calendario di uscite, fiere e premi

Il calendario editoriale ha date dure: le uscite mensili, il Salone del Libro di Torino a maggio, Più libri più liberi a Roma in dicembre, i premi letterari estivi e autunnali, il Natale come picco di vendite. Servono la programmazione degli invii con settimane di anticipo e la possibilità di duplicare la campagna dell’anno scorso, così ogni appuntamento non riparte da un foglio bianco.

Anteprime riservate e clic tracciati

Un estratto o un PDF in anteprima non va a tutti. Controlla che si possano creare segmenti per tipo di contatto e che il link al file possa essere protetto o a scadenza, di solito con un servizio esterno. Guarda i clic più delle aperture: le aperture sono poco affidabili a causa della protezione della privacy di molti client di posta, mentre un clic dice all’ufficio stampa chi ha scaricato il materiale.

Catalogo, copertine e dati dei titoli

Il catalogo vive in un gestionale o in un foglio, con ISBN, prezzi, date di uscita e copertine. Verifica se esiste un connettore nativo, un collegamento Zapier o Make oppure solo l’export CSV, e se puoi riusare un blocco con copertina, autore, prezzo e link d’acquisto. A mano, ogni uscita diventa un lavoro di copia e incolla, e con più titoli al mese pesa davvero.

Contatti professionali e opposizione

Librai e giornalisti sono contatti di lavoro, ma promuovere titoli a un indirizzo aziendale resta comunicazione commerciale: serve poter dimostrare come hai raccolto ogni contatto (fiera, richiesta, rubrica pubblica) e offrire un modo semplice per dire basta. Controlla che lo strumento salvi data e fonte dell’iscrizione e che l’esclusione valga subito in tutte le liste. Se hai dubbi sulle basi giuridiche, chiedi al tuo DPO.

Costo nei picchi di lancio

Una casa editrice tace per settimane e poi concentra tutto nei giorni di un lancio. Controlla se il prezzo dipende dai contatti, dalle email inviate o da entrambi, se disiscritti e indirizzi inattivi contano nel totale e se esiste un tetto giornaliero di invii. Fai la simulazione con la lista reale prima del lancio principale dell’anno, non dopo: il conto sorprende soprattutto chi ha ereditato file vecchi.

Per approfondire

Domande frequenti

Come si scrive una newsletter di novità che i lettori leggono?

Tre titoli al massimo, ognuno con copertina, una riga che spieghi perché leggerlo e un estratto breve: chi si è iscritto per le novità non vuole il comunicato stampa. Metti per primo il libro con la data più vicina e chiudi con un solo invito all’azione, come l’incontro in libreria o l’acquisto dal sito. Se uscite più titoli lo stesso mese, raggruppali per collana invece di mandare un messaggio per libro.

Posso mandare l’anteprima di un libro ai giornalisti con un invio di massa?

Per la stampa conviene un invio personale: un messaggio breve, indirizzato a chi segue quella materia, con il link al materiale e la data dell’embargo, se c’è. Lo strumento email serve per i comunicati e per ricordare le date, non per il primo contatto con chi non ti conosce. Se i giornalisti sono nella tua rubrica da anni, scrivi nell’informativa a cosa serve e come cancellarsi.

Come convinco i visitatori di uno stand in fiera a iscriversi?

Un cartello con QR code sul bancone, accanto alle novità, e un motivo concreto: l’estratto di un titolo, l’invito alla presentazione, l’avviso quando esce il prossimo libro dell’autore che hanno appena sfogliato. Una scheda cartacea va bene solo se la digiti entro pochi giorni. Chiedi nome ed email, non di più, e scrivi sul foglio a cosa serve l’indirizzo: la prima email dopo la fiera deve ricordarlo.

Posso promuovere un libro con uno sconto nella newsletter?

In Italia il prezzo di copertina è tutelato da una legge sul prezzo dei libri che limita gli sconti, con eccezioni e periodi particolari. Le regole sono cambiate negli anni e valgono in modo diverso per vendita diretta, librerie e promozioni, quindi controlla quelle in vigore con la tua associazione di categoria prima di scrivere «20% di sconto». Spesso è più efficace offrire altro: una dedica, un segnalibro, un ingresso all’incontro con l’autore.

Che cosa scrivo agli autori e come li coinvolgo nella promozione?

Gli autori vanno in una lista a parte, con aggiornamenti sulle presentazioni, le uscite delle altre collane e i risultati delle recensioni. Chiedi loro di condividere il link della newsletter sui propri canali e di segnalare chi vorrebbe ricevere gli inviti agli eventi. Non iscrivere i loro lettori: se un autore ha un proprio elenco, concordate per iscritto chi lo gestisce e a chi spetta il consenso.

Ha senso una newsletter a pagamento per una casa editrice?

Solo se offri qualcosa che altrove non c’è: il diario di un editor, le anteprime di una collana, i materiali per chi ama un genere. Per la maggior parte delle case editrici funziona meglio una newsletter gratuita che porta ai propri libri e ai propri eventi. Se vuoi provare un abbonamento, parti con un solo contenuto e valuta se lo strumento gestisce pagamenti e fatturazione per il mercato italiano.

Posso scrivere ai lettori che hanno comprato dal mio sito?

L’articolo 130 del Codice Privacy (D.Lgs. 196/2003) ammette, a certe condizioni, di proporre prodotti analoghi a chi ha già acquistato da te, purché sia stato informato e possa opporsi a ogni messaggio. Vale per chi compra dal tuo e-commerce, non per chi ha comprato in libreria o su una piattaforma di terzi, perché in quei casi non hai raccolto tu l’indirizzo. Per le liste di origine incerta, informati presso il Garante per la protezione dei dati personali.

Quante email al mese posso mandare senza stancare i lettori?

Una newsletter mensile con le novità e un messaggio in più quando c’è un evento reale, come una presentazione o l’uscita di un libro molto atteso, di solito basta. Aumenta il ritmo solo con chi ha cliccato di recente. Se dopo due invii ravvicinati vedi salire le disiscrizioni o le segnalazioni come spam, hai superato il limite: torna al ritmo precedente e usa i segmenti per i messaggi più mirati.

Che cosa faccio con gli indirizzi dei librai che tornano indietro?

Le librerie chiudono, cambiano gestione e cambiano indirizzo più spesso di quanto si pensi. Quando un invio rimbalza, segna il contatto e non riscrivere: dopo due rimbalzi consecutivi è meglio telefonare o passare dal rappresentante di zona. Una volta l’anno controlla l’elenco con il distributore o con l’ufficio commerciale; un database vecchio fa scendere la qualità dell’invio e dà un quadro falso di chi ti segue.

Come faccio crescere la lista senza comprare indirizzi?

Non comprare mai liste: oltre ai problemi di consenso, rovinano la reputazione di invio. Funzionano meglio un modulo nella pagina di ogni libro con un estratto in cambio dell’iscrizione, un invito nel biglietto di ringraziamento dell’e-commerce, un QR code in libreria durante le presentazioni e un link nella firma di chi lavora in redazione. Dopo la prima email di benvenuto chiedi quale genere interessa: ti permette di dividere subito la lista.