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Aggiornato 2026

La newsletter dell’agente immobiliare: contatti propri, rete di professionisti e dati dell’agenzia

Un agente immobiliare lavora spesso dentro un’agenzia o una rete, ma vive di relazioni personali: ex clienti, proprietari e una rete di notai, geometri, amministratori di condominio e mediatori creditizi. HubSpot è il punto di partenza più adatto se serve prima una rubrica ordinata con lo stato di ogni pratica e poi la newsletter, perché offre strumenti gratuiti per cominciare; MailerLite o Brevo bastano a chi scrive solo due volte al mese. Prima di scegliere chiarisci di chi sono i contatti, tuoi o dell’agenzia, e come li porti via se cambi.

Strumenti consigliati

01

HubSpot

HubSpot è la scelta più adatta all’agente che vive di relazioni e rischia di dimenticare i richiami: contatti, trattative e note stanno nello stesso posto e l’email segue lo stato della pratica. Secondo hubspot.com/pricing/marketing esistono strumenti gratuiti per cominciare; il listino americano indica poi Marketing Hub Starter a 7 $ al mese, con automazione fino a 10 azioni, e Professional a 800 $. Il salto è il limite: se ti serve solo una newsletter, MailerLite o Brevo costano molto meno.

Scelta migliore

hubspot.com

02

MailerLite

MailerLite basta a chi manda una newsletter ogni due settimane a qualche centinaio di conoscenti: moduli, gruppi per ruolo (cliente, proprietario, rete) e un editor lineare. Non è un CRM: lo stato delle pratiche resta altrove. Se lavori in una rete, controlla che il tuo account personale non usi i contatti dell’agenzia.

Ideale per una newsletter personale

mailerlite.com

03

Brevo

Brevo manda email, SMS e WhatsApp dallo stesso account: il promemoria di una visita o dell’appuntamento dal notaio arriva dove il cliente guarda subito. SMS e WhatsApp si pagano a messaggio, e il promemoria operativo va distinto dalla promozione, che richiede un consenso proprio.

Ideale per confermare le visite via SMS

brevo.com

04

ActiveCampaign

Se coordini un piccolo team, ActiveCampaign assegna percorsi ed etichette per agente e fase, e fa partire promemoria interni al collega. Un piano gratuito non c’è e, secondo il listino su activecampaign.com/pricing, lo Starter ha un solo utente: per più agenti serve un livello superiore. Per un professionista che lavora da solo è più strumento del necessario.

Ideale per un team con più agenti

activecampaign.com

05

Kit (ConvertKit)

Se il tuo marchio personale passa da guide di quartiere, video e una newsletter, Kit è pensato per chi pubblica contenuti: secondo kit.com/pricing il piano gratuito arriva a 10.000 iscritti, con moduli, landing page e trasmissioni, mentre sequenze e automazioni partono dal livello Creator. Non gestisce le trattative: abbinalo a un foglio o a un CRM per lo stato delle pratiche.

Ideale per un canale di quartiere

kit.com

06

Mailchimp

Molti agenti hanno già un account Mailchimp aperto per un volantino digitale. Chi ha chiesto informazioni su un annuncio non ha per questo accettato la newsletter: verifica con il DPO. Prima di importare l’archivio di anni controlla da dove vengono i contatti e se esiste traccia del consenso: conta ciò che puoi dimostrare, non quanti nomi hai.

Ideale per chi ha già un account

mailchimp.com

07

Constant Contact

Tra le funzioni di Constant Contact compaiono email marketing, automazione, segmentazione e post sui social: può servire a chi organizza open house e serate con iscrizione. Secondo constantcontact.com/pricing si parte da una prova, non da un piano gratuito, e il costo segue il numero di contatti. Verifica se interfaccia e assistenza sono in italiano e chiedi un preventivo scritto.

Ideale per open house e serate con iscrizione

constantcontact.com

Cosa valutare prima di scegliere

Di chi sono i contatti: tuoi o dell’agenzia

I contatti arrivati dai portali o raccolti con il modulo dell’agenzia sono, di norma, trattati dall’agenzia come titolare, e l’agente li usa come persona autorizzata. Quelli raccolti da te, con una tua informativa e un tuo consenso, sono un’altra cosa. Prima di aprire un account personale chiarisci per iscritto che cosa puoi importare, e chiedi al DPO e al contratto di collaborazione dove passa il confine.

Due liste distinte: clienti e rete professionale

Acquirenti e venditori hanno bisogno di un tipo di messaggio, notai, geometri, amministratori di condominio, mediatori creditizi e fotografi di un altro. Cerca etichette o campi per ruolo e verifica che una persona della rete non riceva mai il messaggio pensato per i clienti. Anche i contatti professionali sono dati personali: serve un’informativa e una disiscrizione semplice, e non scambiare elenchi con colleghi senza una base chiara.

Schede immobile che si compongono in fretta

Una scheda ben fatta ha foto, tipologia, zona, metri quadri, prezzo e classe energetica. Verifica se l’editor ha un blocco ripetibile per l’immobile, se puoi importare i dati dal gestionale o dall’annuncio oppure se dovrai impaginare a mano, e se l’anteprima su telefono mantiene leggibili foto e testo. Con immobili in esclusiva che restano sul mercato poche settimane, ogni ora di montaggio pesa.

Dati professionali e obblighi negli annunci

Nella firma e nel piede delle email indica ragione sociale, partita IVA, sede e i dati di iscrizione richiesti dalla normativa sulla mediazione: verifica con la tua associazione di categoria o con la Camera di Commercio che cosa è obbligatorio. Negli annunci vanno di norma indicati anche gli indicatori energetici dell’immobile: controlla lo stesso con l’associazione. Cerca un editor che permetta un piede fisso, uguale in ogni messaggio.

Esportazione, accessi e cambio di rete

Una carriera immobiliare può passare per più agenzie. Controlla che lo strumento esporti i contatti con data e fonte del consenso, che sia possibile dare e togliere l’accesso a un collaboratore e che un account non resti legato a un indirizzo che non usi più. Se lasci una rete, non portare con te ciò che non è tuo: restituisci o cancella ciò che il contratto prevede e conserva solo i contatti che hai raccolto in proprio.

Costo e utenti per chi lavora in proprio

Un agente ha un solo utente, una lista di poche centinaia di persone e un budget da professionista. Controlla quanti utenti include il livello che scegli, se i contatti della rete contano come contatti a pagamento e se un CRM gratuito basta per i primi mesi. Nei listini con un salto netto tra i livelli, come quello di HubSpot, decidi in anticipo a quale soglia ti fermi prima di spostare lì l’intero archivio.

Per approfondire

Domande frequenti

Posso portare con me i contatti se cambio agenzia?

Dipende dal contratto e da chi è il titolare del trattamento: di norma i dati raccolti per conto dell’agenzia restano all’agenzia, e l’agente li usa come persona autorizzata. I contatti che hai raccolto in proprio, con un tuo consenso e una tua informativa, sono un’altra cosa. Prima di cambiare chiedi per iscritto che cosa puoi esportare e fatti consigliare da un legale e dal DPO. Copiare liste prima di andartene è il modo più rapido per finire in contenzioso.

Che cosa mando ai professionisti della mia rete?

Pochi messaggi utili: un riepilogo trimestrale degli immobili in vendita, una richiesta di collaborazione chiara e un grazie dopo una pratica andata bene. Sono contatti professionali, ma restano persone con un indirizzo da trattare con informativa e disiscrizione. Tieni questa lista separata da quella dei clienti, scrivi come scriveresti a un collega e non inoltrare a tutti le richieste di un singolo cliente, che sono dati suoi e non tuoi da condividere.

Come uso una newsletter personale se lavoro in una rete o in franchising?

Chiedi alla rete le regole su marchio, logo, testi e uso dei dati: molte hanno modelli e strumenti propri. Se vuoi un canale personale, apri un tuo account e usa solo contatti raccolti da te con un consenso tuo, indicando nella firma l’agenzia con cui operi come prevede il contratto. Non presentare come tuo l’annuncio di un collega e verifica con il titolare dell’agenzia che cosa è permesso, perché le regole cambiano da rete a rete.

Che cosa metto in un’email per un immobile con la classe energetica?

Negli annunci vanno indicati di norma gli indicatori di prestazione energetica: chiedi alla tua associazione di categoria come devono comparire anche in una email. Nelle prime righe metti tipologia, zona, metri quadri, prezzo richiesto e classe energetica; evita foto che non corrispondono all’immobile e descrizioni che non puoi provare. Se il prezzo cambia, aggiorna le email già programmate: un prezzo vecchio in una scheda già inviata crea contestazioni difficili da spiegare.

Come uso WhatsApp con i clienti senza esagerare?

Per concordare una visita WhatsApp è comodo, ma distingui il messaggio operativo, come l’orario di un appuntamento, dalla promozione, che richiede un consenso proprio. Se un cliente ti scrive su WhatsApp una richiesta, puoi rispondere a quella richiesta. Non aggiungere clienti a gruppi senza permesso: mostreresti i loro numeri agli altri partecipanti. Conserva le conversazioni dove il tuo titolare lo prevede e non usare un numero personale se la rete ne fornisce uno aziendale.

Posso inserire un video o un tour virtuale nell’email?

Il video non va dentro l’email: metti un’immagine con un link alla pagina o al canale dove si guarda. Tieni leggero il peso del messaggio e, se il tour virtuale è ospitato altrove, controlla chi tratta i dati di chi lo guarda e se la pagina ha il banner dei cookie. Scrivi nel testo anche una breve descrizione dell’immobile, perché alcuni programmi di posta non mostrano le immagini e il lettore deve capire lo stesso di che cosa si tratta.

Come tengo ordinata una rubrica che arriva da cinque fonti?

Portali, sito, telefono, passaparola, eventi: dai a ogni contatto un campo origine, uno stato (acquirente, venditore, rete, non contattare) e la data dell’ultimo contatto. Una volta al mese unisci i duplicati e controlla gli indirizzi che rimbalzano. Se lo strumento non lo fa da solo, usa un foglio condiviso come fonte unica e importa da lì: è meglio una sola fonte di verità che tre rubriche in parte diverse, nessuna delle quali aggiornata.

Quando serve un CRM e quando basta una newsletter?

Se hai più di qualche decina di pratiche aperte e dimentichi i richiami, un CRM serve prima di una newsletter: registra chi è in trattativa, a che punto, quando richiamare. Se invece scrivi due volte al mese a una lista di conoscenti, uno strumento per newsletter basta e costa meno. Non comprare entrambi finché non sai quale problema hai: un CRM vuoto non porta incarichi, e una newsletter senza lista non porta nemmeno quelli.

Come scrivo a una lista di agenti se vendo servizi a loro?

Se offri foto, home staging, software o formazione agli agenti, la lista è tra imprese, ma gli indirizzi restano dati personali. Raccogli le iscrizioni con un modulo chiaro, non comprare elenchi di agenti e chiedi al DPO se il soft spam dell’art. 130 del Codice Privacy si applica ai tuoi clienti. Un contenuto utile, come un modello di scheda immobile o una lista dei controlli prima di un servizio fotografico, vale più di un invito a leggere il listino.