Cosa valutare prima di scegliere
Un piano che non scade mentre dormi
Un progetto delle sere si ferma per esami, trasferimenti e lavoro. Quindi distingui il piano gratuito senza scadenza dalla prova a tempo, e leggi che cosa succede a un account che non accedi da sei mesi: limiti, sospensione, cancellazione dei contatti. Se paghi qualcosa, scegli il pagamento mensile e disdicibile, non l’annuale. Segna nel calendario il giorno in cui decidere se tenere il progetto: sapere quando fermarsi costa meno che rinnovare per inerzia.
Il progetto e il tuo datore di lavoro
Se hai un contratto da dipendente, leggilo prima di lanciare: obblighi di esclusiva, non concorrenza e uso dei beni aziendali possono limitare un’attività parallela. Non mandare le newsletter dalla posta del lavoro né dal suo dominio, e non usare il suo computer per ospitare la lista. Quando il progetto comincia a incassare, chiedi al commercialista come inquadrarlo, tra partita IVA e altre forme. Il consulente del lavoro può chiarire i limiti del contratto.
Meno funzioni, meno cose da dimenticare
Ogni automazione che attivi è un impegno da ricordare quando riprenderai il progetto dopo due mesi. Tieni una lista sola, un modulo, un benvenuto: tutto il resto può aspettare. Scrivi dieci righe in un file con che cosa è attivo, dove sta il modulo e come si disattiva ogni flusso. Quando tornerai, ti basterà leggerlo; e se lo strumento ha cento funzioni che non usi, un’interfaccia più semplice vale più di un listino più ricco.
Pochi dati, raccolti con ordine
Chiedi solo l’indirizzo e, se serve, una scelta di interesse: ogni campo in più è un dato da proteggere. Anche se il progetto è un hobby, un modulo aperto al pubblico comporta obblighi: informativa, consenso a ciò che invii, un modo semplice di disiscriversi. Il titolare del trattamento sei tu in persona, finché non c’è una società. Controlla che lo strumento registri data e fonte dell’iscrizione, e che la disiscrizione sia in un clic.
Esportare e spegnere senza fatica
Prima di iscrivere la prima persona controlla due cose: puoi esportare l’elenco completo, con data e fonte del consenso, anche con il piano gratuito? E c’è un percorso chiaro per cancellare l’account e tutti i contatti? Se un giorno spegni il progetto, quest’ultima funzione conta più di tutte le altre. Fatti confermare la cancellazione per iscritto, disdici il dominio se non ti serve più e archivia le ricevute di ciò che hai pagato.
Riprendere dopo mesi senza bruciare il dominio
Una lista rimasta muta per mesi si raffredda: chi si è iscritto non ricorda più perché, e un invio improvviso a tutti può produrre segnalazioni di spam. Quando riprendi, scrivi prima ai contatti più recenti, poi agli altri a scaglioni, e togli chi non ha mai aperto nulla. Controlla che il dominio mittente superi ancora SPF e DKIM, perché una scadenza dimenticata o un record cancellato possono farti finire tra la posta indesiderata.
Domande frequenti
Devo aprire la partita IVA per un side project?
Non lo decide lo strumento email ma l’attività: se vendi in modo abituale o in modo occasionale, quanto incassi e se sei dipendente cambiano il quadro. Per un progetto che ancora non incassa nulla, il problema non si pone; quando arrivano i primi ricavi, parlane con un commercialista prima di fatturare o emettere ricevute. Valuta insieme a lui anche come trattare le fatture dei servizi esteri che usi, che sono costi legati all’attività.
Posso usare l’indirizzo email del lavoro come mittente?
No. Il dominio del datore di lavoro non è tuo: se lasci l’azienda perdi l’indirizzo, le risposte e la reputazione costruita, e rischi di confondere clienti e colleghi su chi sta scrivendo. Registra un dominio per il progetto, anche modesto, e un indirizzo di posta separato. Per le prove usa un secondo account personale. Se sei in dubbio su ciò che il contratto consente, chiedi al consulente del lavoro prima di coinvolgere persone che conosci dal lavoro.
Meglio una newsletter regolare o solo un benvenuto per un progetto che dorme?
Se non puoi garantire una cadenza, promettila a parole: nel modulo scrivi «scrivo solo quando c’è qualcosa di nuovo» e mantieni un benvenuto automatico più un annuncio due o tre volte l’anno. Una newsletter promessa ogni settimana e saltata per due mesi crea disiscrizioni peggiori di un silenzio dichiarato. Ogni invio, anche raro, deve valere il tempo di chi legge: una novità concreta, una data, un risultato.
Quale limite del piano gratuito mi blocca per primo?
Dipende dalla tua lista, quindi fai un esempio: mille iscritti e due newsletter al mese, cioè duemila invii. Con 1.000 iscritti restano fuori i piani gratuiti con tetto di 250 contatti; Brevo la tiene, ma con il tetto giornaliero del gratuito ogni newsletter richiede più giorni; Kit la regge, ma senza sequenze. Ripeti il calcolo con il numero che speri tra un anno: il limite che compare per primo è il criterio con cui scegliere.
Che cosa scrivo quando riprendo dopo un lungo silenzio?
Tre cose in poche righe: perché ti eri fermato, che cosa è cambiato nel progetto, che cosa succederà da qui in avanti. Ricorda come si sono iscritti e offri un’uscita chiara in un clic, senza giri di parole. Non scusarti per tre paragrafi e non promettere una cadenza che non potrai mantenere. Chiudi con una domanda semplice: chi risponde ti dice che è ancora interessato, e le risposte valgono più delle aperture.
Posso tenere sullo stesso account il mio progetto e quello di un amico?
Meglio di no. Se i due progetti hanno titolari diversi, ciascuno è responsabile dei propri iscritti, e mescolarli in un account solo rende difficile separare consensi, richieste di cancellazione e costi. Ognuno apre il proprio account e il proprio dominio: la spesa è piccola e un eventuale distacco non richiede di spartire liste. Se condividete il progetto, scrivete chi è il titolare del trattamento e chi ha le credenziali.
Come gestisco la richiesta di un lettore che vuole cancellare i suoi dati?
Rispondi entro un mese, che è il termine generale previsto dal GDPR per le richieste degli interessati, anche se il progetto è tuo e amatoriale. Elimina il contatto dallo strumento e dai tuoi file, conserva solo una nota che dice quando e a chi hai risposto, e conferma per iscritto. Metti nell’informativa un indirizzo a cui scrivere. Se la richiesta è complicata, per esempio riguarda dati che hai passato ad altri, chiedi un parere al consulente privacy.
Come faccio un backup ordinato della lista?
Una volta al mese esporta un CSV con indirizzo, data di iscrizione, fonte, etichette e stato, e salvalo in una cartella protetta da password con la data nel nome. Conserva le ultime tre copie e cancella le più vecchie: ogni copia in più è un elenco di dati personali da custodire. Ogni tanto prova a riaprire il file e ad importarne dieci righe in un account di prova. Un backup mai provato è soltanto una speranza.
Posso raccogliere iscritti da un profilo social o da una pagina di collegamenti?
Sì, ma il modulo ti serve comunque: il link porta a una pagina con un campo email, il testo che spiega che cosa riceverà la persona, una casella non preselezionata e il collegamento all’informativa. Non raccogliere indirizzi nei commenti o nei messaggi privati per poi aggiungerli alla lista: chi te li ha dati non ha acconsentito a una newsletter. Prova il modulo da telefono, perché è da lì che arriverà la maggior parte delle persone.
Quando chiudo l’account se il progetto è fermo da mesi?
Fissa una soglia, per esempio sei mesi senza invii e senza una data di ripartenza. Allora esporta la lista, manda un ultimo messaggio che spiega la pausa e come ritrovarti, e poi o scendi al piano più economico, se esiste, o chiudi l’account e cancella i contatti. Tenere una lista senza uno scopo non è una buona idea: se riparti, ricostruirai con un modulo nuovo e un consenso rinnovato, invece di riscrivere a persone che non ricordano chi sei.