Campagne Email
Aggiornato 2026

Webinar pieno e partecipanti presenti: l’email prima, durante e dopo la diretta

Un webinar si gioca su tre momenti: l’invito che porta le iscrizioni, i promemoria che portano le persone in sala, il messaggio dopo la diretta che distingue chi c’era da chi no. Se vuoi tenere tutto in un solo posto, GetResponse è la scelta più diretta, perché nel livello Creator include anche i webinar, ma costa più di un semplice strumento di newsletter. Prima di scegliere stabilisci dove si terrà la diretta, come saprai chi è entrato e se la registrazione richiede un’informativa specifica per chi partecipa.

Strumenti consigliati

01

GetResponse

GetResponse è la scelta più lineare per chi organizza webinar con regolarità: secondo il listino su getresponse.com/pricing il livello Creator, 69 $ al mese per 1.000 persone, comprende i webinar insieme a email e pagine di iscrizione, così iscrizioni, promemoria e dati di chi ha partecipato restano nello stesso account. Il livello Starter, 19 $, ha una sola automazione: troppo poco per promemoria diversi tra iscritti e assenti. Con due webinar l’anno, un abbonamento così costa più di quanto serve.

Scelta migliore

getresponse.com

02

HubSpot

Se il webinar alimenta una forza vendita e ogni iscritto è un potenziale cliente da richiamare, HubSpot tiene contatto, azienda e storico in un CRM. Secondo la pagina americana su hubspot.com/pricing/marketing il Marketing Hub Starter costa 7 $ al mese, con automazione fino a 10 azioni, e il Professional 800 $: il salto è ripido. Per una lista piccola e pochi webinar è più strumento di quanto serva.

Ideale per webinar B2B con trattative

hubspot.com

03

ActiveCampaign

Dopo la diretta ActiveCampaign può scrivere in modo diverso a chi c’era e a chi no, se gli passi la presenza con un’etichetta o un campo. Secondo il listino su activecampaign.com/pricing il livello Starter costa 15 $ al mese per 1.000 contatti, con 5 azioni per automazione e pagamento annuale. Verifica se il collegamento con lo strumento di webinar è nativo, passa da Zapier o Make, o richiede un file.

Ideale per separare presenti e assenti

activecampaign.com

04

Mailchimp

Mailchimp offre un editor conosciuto e moduli di iscrizione già pronti. Per 500 contatti il listino su mailchimp.com/pricing indica 20 $ al mese nel livello a pagamento più economico. Il replay a chi non c’era richiede un segmento dei non presenti: verifica come le presenze tornano nell’elenco. I promemoria a orari precisi dipendono dalle automazioni comprese nel piano: controllale prima di iscriverti.

Ideale per un primo webinar piccolo

mailchimp.com

05

Kit (ConvertKit)

Se il webinar serve a far crescere una lista di formazione o una newsletter, Kit mette insieme moduli, pagine ed etichette. Secondo kit.com/pricing il piano gratuito arriva a 10.000 iscritti con moduli e invii singoli, ma sequenze e automazioni visuali richiedono il livello Creator, 33 $ al mese per 1.000 iscritti con pagamento annuale. Senza automazioni i promemoria vanno inviati a mano.

Ideale per webinar tra formatori e creatori

kit.com

06

Brevo

Per far entrare gli iscritti in sala, un SMS un’ora prima raggiunge anche chi non guarda la posta. Brevo manda email, SMS e campagne WhatsApp dallo stesso account, secondo brevo.com/pricing: puoi decidere quale richiamo parte per SMS e quale per email, senza esportare la lista. SMS e WhatsApp richiedono un consenso specifico, da raccogliere nel modulo, e ogni messaggio si paga a parte.

Ideale per promemoria via SMS e WhatsApp

brevo.com

07

MailerLite

Per un webinar ogni tanto, MailerLite offre pagine di iscrizione, automazioni e un’interfaccia semplice. Secondo mailerlite.com/pricing il Power, 25 $ al mese a 500 iscritti, ha email illimitate, utili se il promemoria a 24 ore e quello a un’ora partono a tutta la lista. Non ospita la diretta, quindi serve un servizio di webinar a parte: verifica se esiste un connettore, un passaggio Zapier o Make oppure solo l’esportazione CSV.

Ideale per webinar occasionali e semplici

mailerlite.com

Cosa valutare prima di scegliere

Modulo di iscrizione e conferma immediata

Le iscrizioni arrivano da una pagina del tuo sito, da un post o da un invito via email, e ognuna deve generare subito una conferma. Controlla che il modulo raccolga solo i dati che servono, come nome, email ed eventualmente azienda, più un consenso separato per le comunicazioni successive. Il messaggio di conferma deve contenere data, ora in orario italiano, link di accesso e un file di calendario da aggiungere alla propria agenda.

Promemoria a 24 ore e a un’ora

Cerca automazioni che partano in relazione alla data del webinar e non a quella di iscrizione: chi si iscrive tre giorni prima riceve meno messaggi di chi si iscrive tre settimane prima. Prevedi un promemoria il giorno precedente, uno poche ore prima e uno brevissimo all’ora di inizio, con il link ben visibile. Verifica come lo strumento tratta chi si iscrive a ridosso della diretta: spesso riceve solo l’ultimo messaggio.

Replay e messaggi per chi non c’era

Dopo il webinar servono almeno due messaggi: un grazie con slide e registrazione a chi era presente, un invito a guardare il replay a chi non c’era. Controlla che lo strumento permetta segmenti o condizioni basati sulla presenza e che il link alla registrazione possa avere una scadenza. Se la registrazione include voce o immagine dei partecipanti, l’informativa deve dirlo: chiedi conferma al tuo DPO.

Sapere chi è entrato in sala

Il dato che conta è la presenza, e di solito sta nello strumento che ospita la diretta. Verifica come passa allo strumento email: connettore nativo, collegamento Zapier o Make oppure elenco CSV da caricare dopo l’evento. Nel terzo caso metti in conto un’ora di lavoro manuale subito dopo la diretta, quando il ringraziamento è ancora fresco, e un’etichetta chiara: presente, assente, uscito dopo pochi minuti.

Privacy di chat, registrazione e iscritti

Un webinar tratta i dati di chi si iscrive e, se registri, anche voce e nome in chat di chi interviene. Prevedi un’informativa e dichiara se la registrazione sarà pubblicata. Se il webinar dà crediti formativi a un albo professionale, l’ordine può chiedere l’elenco dei presenti: verifica come esportarlo. Non usare l’elenco degli iscritti per promozioni di altro genere senza il consenso corrispondente.

Costo di uno strumento usato poche volte

Un webinar si fa poche volte l’anno, mentre molti listini si pagano ogni mese per tutti i contatti. Chiediti se ti serve un abbonamento che include la diretta oppure uno strumento email economico più un servizio di webinar a parte. Conta le iscrizioni di un anno intero: se chi si iscrive entra in lista, il conto cresce a ogni edizione, anche quando il webinar è già finito.

Per approfondire

Domande frequenti

Quante email servono per promuovere un webinar?

Dipende da quanto anticipo hai. Con due settimane bastano un annuncio, un messaggio sul contenuto (che cosa si impara e chi parla), un richiamo con i posti ancora disponibili solo se sono davvero limitati, e infine i promemoria del giorno prima e di un’ora prima. Più di quattro o cinque messaggi di promozione a chi non si è iscritto stancano. Chi è già iscritto riceve solo promemoria e materiali, non altre promozioni dello stesso evento.

A che ora conviene fissare un webinar in Italia?

Per un pubblico di professionisti tendono a funzionare la tarda mattinata, tra le 11 e le 12, la pausa pranzo e il tardo pomeriggio; la sera dopo le 18:30 è più adatta a chi lavora in negozio o segue un corso per hobby. Evita il venerdì pomeriggio e i giorni dei ponti, e controlla che non coincida con una fiera o un evento del settore. Scrivi l’ora in orario italiano e, se hai iscritti all’estero, indica anche il fuso.

Posso usare lo stesso invito per clienti e contatti nuovi?

Meglio due versioni. Ai clienti puoi scrivere come a persone che ti conoscono e proporre un tema più avanzato; ai contatti nuovi serve una frase che spieghi chi sei. Per i clienti, l’articolo 130 del Codice Privacy consente in certi casi comunicazioni su prodotti o servizi analoghi con possibilità di opposizione, il cosiddetto soft spam; per gli altri serve il consenso. Come si applica al tuo caso, verificalo con il DPO o con il tuo consulente.

Come riduco chi si iscrive e poi non si collega?

Rendi l’ingresso ovvio: link in evidenza in ogni promemoria, file di calendario nella conferma, orario ripetuto nell’oggetto del messaggio del giorno. Chiedi nel modulo da dove arrivano, per capire quali fonti portano più assenti. Un contenuto che non sta nel replay, come un modello o un file riservato ai presenti, spinge a esserci. Se prometti la registrazione a tutti, molti rimandano: scegli cosa dire e scrivilo con chiarezza fin dall’invito.

Cosa mando dopo il webinar a chi non si è collegato?

Entro un giorno manda un messaggio breve e sincero: ti eri iscritto ma non c’eri, ecco la registrazione fino a venerdì. Aggiungi le slide e un solo invito all’azione, per esempio una consulenza o un prodotto. A chi era presente manda un grazie diverso, con riepilogo e una domanda. Se nessuno clicca dopo due messaggi, smetti: chi si iscrive a un webinar non ha chiesto di ricevere offerte per mesi.

Posso registrare il webinar e riutilizzarlo?

Sì, ma informa i partecipanti prima, nel modulo e a inizio diretta, che la sessione viene registrata e dove sarà pubblicata. Se in registrazione compaiono voce, volto o nome di chi fa domande, sono dati personali: valuta con il tuo DPO come e per quanto tempo conservarla. Puoi usare il replay in una sequenza automatica, ma chi lo riceve deve aver dato il consenso ai messaggi successivi, oltre a quello per partecipare.

Il webinar può dare crediti formativi ai professionisti?

Dipende dall’ordine o dal collegio di appartenenza, che stabilisce con quali criteri riconosce un evento e quali presenze devono risultare. Se punti ai crediti, scrivi nella pagina di iscrizione quale ente li riconosce, raccogli codice fiscale o numero di iscrizione solo se serve davvero e conserva l’elenco dei partecipanti secondo le indicazioni dell’ordine. Verifica sempre con l’ordine prima di promettere i crediti in una email.

Webinar gratuito e a pagamento: cambia l’email?

Cambia soprattutto la promessa e il rischio. Per il gratuito chiedi poco, nome ed email, e punti sul contenuto; per quello a pagamento servono prezzo con IVA, cosa è incluso, regole di rimborso e fattura, e il pagamento avviene in un sistema esterno che deve comunicare con l’elenco degli iscritti. Se vendi a consumatori, per i contenuti digitali il recesso ha regole particolari: chiedi a un consulente prima di scrivere le condizioni.

Come misuro se il webinar ha funzionato?

Conta quattro cose: iscritti per fonte, presenti, persone che hanno fatto l’azione richiesta durante o dopo, come scaricare un file, prenotare una chiamata o comprare, e disiscrizioni dopo l’evento. Confronta presenti e iscritti per ogni fonte: ti dice da dove arrivano i contatti più seri. Per decidere non fidarti del tasso di apertura; guarda i clic sul link di accesso e sul replay, e a fine mese quanti contatti sono diventati clienti.

Quanto devo tenere gli iscritti di un webinar in lista?

Finché il consenso è valido e c’è interesse. Un criterio pratico è guardare l’attività: chi in dodici mesi non ha aperto né cliccato nulla, dopo un ultimo messaggio che chiede se vuole restare, esce dalla lista. Se paghi per contatto, ogni indirizzo inattivo costa. Cancella inoltre i dati di chi lo chiede sia nello strumento email sia in quello del webinar: sono due archivi distinti e vanno aggiornati entrambi.